MA CHI è COSTUI?

Il tabacco Criollo 98, assieme al suo fratello Corojo, sono da sempre il pomo della discordia ma anche fra i pochi superstiti delle sementi originali di tabacco cubano. Non vivono nelle zone grigie dell’apprezzamento umano, amano il bianco o il nero, li si ama o li si odia senza vie di mezzo.

Sono tabacchi espressivi, maschi, ampiamente raccontati nella mia recensione del Criollo Toro, con una loro particolare aromaticità e un “morso” rustico, tipico, che tanto piace agli amanti di questi tabacchi. I detrattori invece li etichettano sotto varie sfumature di negatività che a mio giudizio non meritano affatto.

La Camacho da sempre, grazie alla famiglia fondatrice Eiroa, ne è il loro portabandiera e ha donato loro le luci della ribalta. La linea Criollo, dalla scintillante fascetta gialla, è la regina del regno con alcune varianti però rispetto alla vecchia linea pre-Davidoff. La fascia è una 4th priming Criollo98 Honduregna mentre prima era 3rd priming Criollo. Foglia più corposa e scura quindi, più ricca ed espressiva che in passato.

Per Dylan Austin, Direttore Marketing della Camacho USA, il Criollo è un tabacco unico, con una distintiva firma al pepe bianco ed una spiccata versatilità nei blend. L’aggiunta di Piloto Cubano dalla Rep. Dominicana nel ripieno e Authentic Corojo come sottofascia aiutano a completare e controbilanciare questo tabacco. L’Authentic Corojo dal tipico aroma dona anche un pizzico di dolcezza mentre il Piloto Cubano, sempre dolce, aggiunge anche una particolare stimolazione acidula.

HONDURAS | CAMACHO CRIOLLO Corona | 44 RG x 5.5″ | EURO 7,80

By Camacho Cigars

Manifattura Agroindustrias Laepe S.A.

Fascia Honduras Criollo 98 (4th Priming)

Sottofascia Authentic Corojo Honduras

Ripieno Honduras Criollo e Piloto Cubano Dominicano

Body Medium full

Sigari fumati 3

Conservazione 69% U.R.

LA FUMATA

Parafrasando una nota pubblicità degli anni novanta del Maxibon Motta, con il tormentone in un inglese inventato ” Du gust is megl che one “, oggi le recensioni saranno due. Come? Presto detto, ho dato un Camacho Criollo Corona al boss della banda del mezzaghese, nonchè collaboratore di Facciamo Puff oramai, chiedendo in cambio una sua personale valutazione della fumata.

Premesso che mi sembra doveroso dare voce al “capo” a cui spetta comunque, per diritto acquisito, l’onore della prima valutazione, ne è uscito anche una bel racconto che riporto integralmente per vostro godimento personale:

Camacho Criollo Corona by Giuseppe Stucchi

Camacho-Criollo-CoronaAll’accensione si denotano frutta secca tostata, terra e legno su tonalità decise e maschie con giuste punte di acidità che favoriscono la salivazione al palato sul quale si sentono note di caffè amaro.

La fumata si sviluppa su note e aromi decisi, dovute a mio parere, alla qualità del tabacco, intenso e rude nei suoi aspetti primari, ma che con la frutta secca tostata e leggeri sentori di nocciola riesce a donare anche momenti di dolcezza che rendono più interessante la fumata.

Mi capita, quasi sempre, quando fumo un sigaro di assimilarlo, attraverso le sue qualità, a luoghi e momenti di vita. Questo sigaro mi porta ai rodei del Far West con gli animali, la terra, la polvere il sudore, i cavalli da domare e la fatica e il coraggio di chi deve farlo, ma poi anche al piacere di una bella doccia, una pinta di birra fresca e una bella bistecca ai ferri con la patate fritte, insomma roba da veri uomini….. da film western anni 60 per intenderci.

Ma intanto i puff continuano e a circa metà si denota un aumento della densità del fumo che avvolge completamente il palato e, quasi, costringe alla retroinalazione a questo punto il sigaro esprime una notevole intensità aromatica e le note precedentemente descritte si stemperano in una maggiore dolcezza con punte di cannella e toni balsamici che aumentano la gradevolezza dell’insieme. Al palato, sempre ben salivato, si percepiscono netti il caffè e il cioccolato. Sul finale il sigaro si fa più deciso assieme alla terra aumentano le note balsamiche, le spezie e le bacche miste di pepe, deciso anche l’aumento della forza nicotinica.

Prima di parlare del sigaro a questo punto è d’obbligo parlare del tabacco, che è, permettetemelo, un Signor Tabacco che (oltre alla sua storia quasi leggendaria) è forte, maschio, rude, intenso ma mai inelegante e, a queste sue caratteristiche, regala anche carezze sotto forma di note dolci (non c’è rosa senza spine, non c’è amaro senza dolce). Il merito della Camacho è quello di averlo assemblato e fatto questo sigaro e, con questo tabacco credetemi non deve essere stato facile. Ci vuole competenza e passione….. non è da tutti!

Che dire… evocativa e a dire il vero simile poi alla mia valutazione sebbene in alcune parti o note aromatiche la mia percezione è stata leggermente diversa, ma queste sono inezie perchè alla fine siamo entrambi in sintonia con il giudizio globale.

A sunny sunday with @camachocigars Criollo corona…delicious!

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

Leggermente differenti dicevo, forse perchè il mio primo approccio fu in una serata passata post “classica” giornata lavorativa di mer.. dove tutto alla fine acquista un sapore ed un godimento maggiore semplicemente per il fatto di essere la valvola di sfogo, che svapora lo stress e dona piacere fisico e morale.

Gli altri due sigari provati hanno in effetti riparametrato leggermente il mio giudizio ma quello che vi racconto però è la prima delle tre fumate. Perchè? Perchè lo decido io, in primis, ma sopratutto perchè ho piacere a condividerla con voi.

Come ogni storia che si rispetti comincia pressappòco così… era una serata buia e tempestosa e skkkkkkkeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeekkkkkkkkkkkkk! Fermo il disco della mia narrazione violentemente, non è un film horror ma una bella storia di passione e godimento.

Un presagio di questa storia a lieto fine arriva al primo approccio fisico con il sigaro, a crudo spezie dolci e cacao mi sollevano il morale che fino a quel momento era sotto le suole delle mie scarpe. Lo accendo senza indugio, come un drogato in astinenza che anela il godimento che verrà.

Dalle prime boccate una suadente e speziata dolcezza si impossessa di me, una dolcezza alla frutta secca, alle spezie e a una nota che ricorda gli anacardi. Si rivela molto, molto aromatico, complesso nelle note speziate e delicatamente pepato in sottofondo.

Arriva la cannella, note di legno, uno zic di terra, una lieve acidità di fondo e una spruzzata di cacao a completare lo schema espressivo. Un mix realmente particolare che a me ricorda, non abbiatene a male, la varietà gustativa della celebre bisciola valtellinese (o Panettone valtellinese) o dello strudel altoatesino, con quelle loro varianti dolci e non dolci che spiazzano i sensi e generano godimento. Sono le spezie quindi, con la loro dolcezza, varietà e complessità, a giocare un ruolo al momento fondamentale.

Sorprende poi inaspettatamente con una elegante nota affumicata mentre una soffusa morbidezza al palato rende la fumata gustosissima. Una fumata che riempie la bocca, sazia con la sua densità masticabile ed io percepisco lo “svaporare” delle mie tensioni come ghiaccio al sole, le vedo disperdersi nelle sue volute di fumo, leggere ed eteree.

Non è impeccabilissimo nel suo equilibrio generale ma il godimento che genera sopperisce ampiamente a ogni “percepibile” difettuccio.

La dolcezza complessiva marcia inesorabile verso nuovi livelli di intensità e a supporto di questa marcia, come ipotetici tamburini, la pelle e un universo di cacao, cannella, caffè e spezie donano al tutto un’enfasi che sinceramente mi lascia positivamente sorpreso. A voler ben vedere le spezie sono un po’ troppo sopra le righe ma non abbastanza da intaccare la bontà della fumata.

Verso il finale perde quel suo essere strepitosamente dolce in sottofondo ed arrivano note di cacao amaro. Si fa nettamente più terroso, compare la liquirizia ed il desiderio di concatenare un puff dietro l’altro è così forte che si arriva in un amen a sentire le dita scottare perchè si è arrivati a fine corsa, a fine sigaro e non è più possibile sostenerlo se non con uno stuzzicadente.

IL VERDETTO – MOLTO BUONO (VERY GOOD)

very-goodForse sono di parte perchè amo pazzamente e sempre amerò il formato Corona, in qualunque veste lo si proponga, ma la fumata di questo Camacho, western o meno, regala un godimento al di sopra della media.

Una fumata che ha nelle spezie ma soprattutto nella sua dolcezza la componente che più si ricorda. Facile apprezzarlo e facile amare il tabacco Criollo in questo Corona. Certo non sarà nella sfera della super-eccellenza ma è pur sempre estremamente buono. L’eccellenza da sola d’altronde non è sufficiente a garantire la godibilità di un sigaro mentre altre caratteristiche sì e se fumerete questo Corona capirete di cosa sto parlando.

Come afferma il buon Giuseppe e come si evince dal titolo è un sigaro western, per certi aspetti espressivi, ed io non posso che affermare… W i sigari westrn!

 

 

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