MA CHI è COSTUI?

Dal sito Ashton: Una linea storica con una foglia da fascia coltivata in esclusiva per Ashton nel nuvoloso Ecuador da sementi Sumatra. Gli Ashton Virgin Sun Grown racchiudono tabacchi dominicani sapientemente invecchiati dai 4 ai 5 anni per una fumata definita dalla stessa Ashton “bold”.

Una linea al di sopra delle righe e della media che fonde sapientemente l’intensità con un esemplare bilanciamento.

REP. DOMINICANA | ASHTON VIRGIN SUN GROWN Robusto | 50 RG x 5.5″ | EURO 11,50

By Ashton Cigars

Manifattura Tabacalera A. Fuente y Cia

Fascia Ecuador Sumatra

Sottofascia Rep. Dominicana

Ripieno Rep. Dominicana

Body Full

Conservazione 69% U.R.

LA FUMATA

Toc… toc… c’è nessuno? Lo so che molti di voi si chiedevano che fine avessi fatto e in effetti il blog è rimasto in uno stato di torpore dallo scorso luglio. Ve ne chiedo scusa, ma ero realmente stanco.

Così stanco, ma così stanco che non appena ho varcato la soglia temporale del “sono in ferie”, il mio cervello ha girato l’interruttore su “off”. Non abbiatene a male ma l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era riposare e poi ancora riposare, godendomi la famiglia e le meritate ferie. Niente sigari, niente recensioni, niente news… e mi sono perfino scordato di segnalare sul blog che ci saremmo rivisti a fine agosto.

Ashton VSG

source: Ashton website

Che ci volete fare, alle volte il mio “rincoglionimento” è quasi leggendario!

Ora sono tornato, rigenerato e pronto a scrivere. Torno con un grande classico, un sigaro presente da tempo immemore sul mercato Italiano ma che, ahimè, non raccoglie più i consensi passati di noi appassionati. Perchè? Le probabili cause sono a mio parere due.

La prima tocca l’animo umano. Noi appassionati siamo sempre più attirati dalle novità che non dalla qualità, non nascondiamolo. Il sigaro mai provato o appena arrivato ha sempre il fascino della scoperta, e questo fascino inconsciamente guida i nostri acquisti e le nostre scelte. La seconda invece tocca le tabaccherie perchè, nella media dei negozi, si tende a privilegiare gli utlimi arrivi che si vendono decisamente meglio… e qui si torna poi al punto precedente in un perverso loop infinito.

Morale della favola diventa sempre più difficile scovare e fumare alcuni sigari che prima erano fra i riferimenti indiscussi del mercato, come gli Ashton Virgin Sun Grown. Un grande classico dicevo, sia per l’indiscussa qualità produttiva (grazie Fuente) che per l’indubbia eleganza, complessità e bilanciamento generale.

Una diversa e nuova interpretazione del mondo tabacalero Dominicano, dove per la prima volta Ashton approda nel regno del full-body ma anche, aggiungo io, per la loro anima espressiva “dark” che li differenzia nettamente dal resto della produzione di questo brand ed il robusto che mi accingo a fumare ne è il perfetto emblema.

Anima che non emerge immediatamente dalle note di stallatico e spezie del piede o dalle opulenti note di cacao, spezie e legno a crudo. Emerge una volta acceso in tutta la sua pienezza e trasgressione.

Dopo una partenza inaspettatamente soft vengo proiettato con veemenza in un regno oscuro dominato da un notevole effetto affumicato e nocciolato. Regno che cresce di intensità diventando pienamente full-body. Un mix oscuro e complesso al tempo stesso,  dove una base di note di terra e di spezie dolci sono ammorbidite da un retrogusto di ciliegia e sciroppo d’acero invidiabile, mentre il pepe frusta le cavità nasali in retroinalazione.

Una fumata che acquista qualcosa di magico o forse è la suggestione del momento. Sono seduto fuori dal camper, sotto la fioca luce di un lumicino, mentre intorno a me l’oscurità è punteggiata dalle luci di altri camperisti in una sorta di surreale villaggio “zingaresco”, dall’aspetto quasi ordinato. Sento lontani i rumori della vita mondana di Riccione mentre una leggera brezza trasporta il profumo del mare e disperde le mie volute di fumo, assaporo l’attimo e mi lascio coccolare da questo godimento fumoso.

La dolcezza globale della fumata aumenta e alle note di terra ora si aggiungono legno, caramello, frutta secca, mille varianti di cacao e qualcosa che mi ricorda delle erbe balsamiche. Una fumata piena e potente, senza mezzi termini e dotata di una espressività decisamente intricata, complessa ma al tempo stesso saziante.

Pian piano l’effetto caramellato/tostato si acuisce al pari della mio godimento, tutto si fa più cremoso e denso e lo smorzamento della componente pepata enfatizza il resto regalando una fumata perfettamente orchestrata, un gioco sensoriale gustoso e decisamente sopra la media che sembra non smetta mai di crescere di intensità.

Tutto diventa più maschio con l’ingresso della pelle ma se chiudo gli occhi è come se assaporassi alle volte del cioccolato fondente, altre della panna cotta con quel suo tipico “morso” amaricante o sorseggiassi del buon caffè nero. Non sto fumando, sto pasteggiando!

Il finale è forse la parte meno intrigante, dominato dal caffè e dalla liquirizia, perchè la complessità diminuisce al pari del gioco sensoriale ma resta comunque particolarissimo e chiude molto degnamente l’esperienza fumosa. Pretendere di più equivale a cercare perversamente il classico “pelo nell’uovo” e se ne avete voglia fatelo pure… io mi dedico ad altro.

IL VERDETTO – WOW FACTOR

wow-factorUn sigaro a mio giudizio straordinario e dotato di una sua personale espressività che merita di essere provata. Resta e resterà indubbiamente un grande classico, peccato che non sia così semplice reperirlo.

Attenzione non è e non sarà mai un sigaro per “mammolette”, la sua tonicità e intensità lo pone su un livello a cui il fumatore Dominicano non è sempre abituato.

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