Quarto anno per questa Edizione Limitata della Alec Bradley, dal nome altisonante di Fine & Rare e dotata di un nuovo blend che li differenzia dalle precedenti versioni. Il progetto nasce nel 2011 con il formato Toro e due varianti, torna poi nel 2012 con un blend diverso ma stesso formato del primo per arrivare ad oggi (2014) con un blend ancora una volta cambiato ma sempre caratterizzato dall’utilizzo di ben 10 differenti tipologie di tabacchi ed in foggia figurado.

Un progetto ambizioso il Fine & Rare, forse il più ambizioso che la Alec Bradley abbia mai affrontato. A detta loro è l’unico sigaro al mondo realizzato con 10 tabacchi diversissimi fra loro e sicuramente la genesi progettuale li ha impegnati e li impegna ogni anno per moltissimo tempo. Ottimizzare e creare un simile blend non è e non sarà mai alla portata di chiunque ed è quindi una cosa di cui fregiarsi con orgoglio.

Ecco le parole di Alan Rubin, fondatore della Alec Bradley: “I’m really excited about this cigar, too. We’ve done a lot of special things over the years, but this cigar is really in a class by itself. We took as much time as we needed to carefully select only the best of the best tobaccos. It’s one of the reasons we could only make a limited number of boxes. As for the smoke itself, it’s aromatic, full-flavored and as about complex as it gets.

L’imponente fascetta riporta un sacco di informazioni ma non la composizione del blend che elencherò nella scheda “Ma chi è costui?”.

Fine&Rare-band

Informazioni sulla fascetta

  • First Issue – numero di box e anno
  • Roll Date – data di confezionamento
  • Release Date – data di rilascio del box
  • Weekly Quantity Produced – quantità prodotta settimanale
  • Supervisor – firma del supervisore alla produzione
  • Factory Name – manifattura
  • Rollers – firma dei torcedores che li hanno realizzati
  • Approved by – firma di Ralph Montero e Alan Rubin, rispettivamente vice-presidente e presidente (fondatore) della Alec Bradley

Elenco delle precedenti edizioni

  • Alec Bradley Fine & Rare HJ10-i Toro (52 x 6) – 2011 – 1.111 box da 10 sigari
  • Alec Bradley Fine & Rare HJ10-i Torpedo – 2011 – 111 box da 10 sigari
  • Alec Bradley Fine & Rare HJ10-i Perfecto – 2011 – 11 box da 10 sigari
  • Alec Bradley Fine & Rare BR1213 (52 x 6) – 2012 – 2.000 box da 10 sigari
  • Alec Bradley Fine & Rare HJ10-i (52 x 6) – 2013 – 2.000 box da 10 sigari
  • Alec Bradley Fine & Rare Ta-25A (54 x 7) – 2014 – 3.250 box da 10 sigari

HONDURAS | ALEC BRADLEY FINE & RARE Ta-25A Limited Edition | 54 RG x 7″ | Forza: Medio alta | EURO 24,00

By Alec Bradley

Manifattura Tabacos Raices Cubanas S. de R.L.

Composizione del blend

  • Fascia Trojes, Honduras Seco Corojo 99
  • Sottofascia Trojes, Honduras Seco Criollo 98
  • 2nd sottofascia Esteli, Nicaragua Seco Corojo 99
  • Ripieno Trojes, Honduras Ligero Criollo 98
  • Ripieno Trojes, Honduras Ligero     Corojo 99
  • Ripieno Esteli, Nicaragua Ligero     Criollo 98
  • Ripieno Trojes, Honduras Viso Criollo 98
  • Ripieno Jalapa, Nicaragua Viso Corojo 99
  • Ripieno Esteli, Nicaragua Viso Corojo 99
  • Ripieno Jalapa, Nicaragua Ligero Corojo 99

LA FUMATA

Forrest Gump è un meraviglioso film del 1994, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da uno spettacolare Tom Hanks. Il film narra l’intensa vita di Forrest Gump, un uomo dotato di uno sviluppo cognitivo inferiore alla media che, grazie al fato, diviene diretto testimone di importanti avvenimenti della storia americana intorno alla metà degli anni ’40.

Una delle scene che preferisco e che spero vi ricordiate è quella della fermata dell’autobus dove lui, il protagonista, è seduto accanto ad una signora con cui attacca bottone con una frase divenuta poi famosissima: “Mi chiamo Forrest, Forrest Gump, vuole un cioccolatino? Potrei mangiarne una tonnellata di questi qui, mamma diceva sempre, la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.”

Come un “dejavou” mi sono ritrovato seduto a quella fermata ma non ero solo, non con Forrest Gump ovviamente (tranquilli con la LSD ho smesso da tempo…) ma ero in compagnia di Giuseppe Stucchi che nemmeno ci somiglia per la verità. Ora più che seduti ad aspettare l’autobus eravano spiaggiati come delle balenottere arenate sulla battigia, cosa peraltro naturale dopo una pantagruelica libagione a base di verzata e polenta, innaffiata da uno dei migliori Lambrusco in circolazione (fonte Giuseppe Stucchi). Avevamo però la nostra scatola di cioccolatini, il “Fine & Rare” di Alec Bradley e mai paragone fu più azzeccato col senno di poi.

Andrea e Giuseppe

Perchè? Semplice la risposta, il Fine & Rare ha la prerogativa della scatola di cioccolatini di Forrest, non sai mai quello che ti regala. Non nel senso che se scegli male ti becchi una solenne “sola” ma nel senso che ogni boccata di questo bussolotto di tabacco riesce a sorprenderti con qualcosa di nuovo e di inaspettato, provare per credere.

Giuseppe StucchiUna fumata particolare e complessa quella del Fine & Rare, difficile da recensire ve lo assicuro per la quantità strabiliante di “cose” che riuscivamo a percepire e che ci faceva, un po’ ebbri di Lambrusco e whiskey, sganasciare dalle risate come due adolescenti che si raccontano cagate prive di senso ma che tanta ilarità suscitano.

Difficile dicevo ed in effetti non è una fumata semplice ne facilmente decifrabile. In ordine del tutto casuale la lista corposa prevede pelle, stallatico, legno, terra, spezie, cacao, resina, torba, agrumi, incenso, pepe, cioccolato al peperoncino, caramello, amaretto (sì avete letto benissimo…), liquirizia, lavanda, caffè e per finire note tostate. Basta? Io direi che avanza anche…

Tralasciando che la nostra scatola di cioccolatini, pardon al nostro Fine & Rare, si presenta veramente bene con la sua veste scurissima e omogenea, solo un po’ ruvida al tatto, quello che più ci sorprende (ne abbiamo discusso a lungo) è come siano riusciti da un blend di tabacchi interamente Criollo 98 e Corojo 99, notoriamente “tostarielli” e dal morso rustico, a confezionare qualcosa di assolutamente morbido, bilanciato e per nulla scorbutico.

La qualità dei tabacchi la si avverte anche al piccolo piede con profonde note di stallatico, pelle e spezie ma è una volta acceso che arriva la prima sorpresa.

Be-Bop-A-Lula… parte il rock-n-Roll aromatico, nessuna attesa, nessuna incertezza.

Sorprende e con Giuseppe ci scambiamo un’occhiata “complice”, quasi a voler dire… Visto? Te lo avevo detto…” (per Giuseppe non è il primo fumato). Maschio nella sua espressione a base di profonde note di terra, pelle, cacao e spezie con un effetto di fondo resinoso molto particolare. Quello però che meraviglia è che questo impianto aromatico in realtà cambia ad ogni boccata, non evolve ma gioca ad alternare le componenti restituendo sensazioni ogni volta diverse.

AB-Fine&Rare 2014Giuseppe ha ragione quando afferma che è un blend “old-style” ed io concordo in pieno. Ha il sapore dei sigari di una volta dove si cercava la sostanza ed il godimento non l’evoluzione spesso osannata ma che io reputo non sia una delle qualità primarie in un grande sigaro.

Sono antico anche io? Può essere visto che ho passato i 50 e comincio ad assomigliare alla cariatide del gruppo TNT ma continuo ad apprezzare i sigari quando danno tanto e lo fanno senza mezzi termini e senza cercare leziosità che spesso mascherano blend meno strutturati.

Ogni boccata, ogni puff è un viaggio sull’autobus che stavamo aspettando alla fermata, un viaggio con rock-n-roll di sottofondo, anzi più che un viaggio assaporiamo un caleidoscopio sensoriale a suon di profonde e complesse note di legno, spezie e terra.

Nei vari cambiamenti espressivi arrivano anche note agrumate e un effetto quasi torbato che corrobora, se mai ve ne fosse bisogno, ancora di più la fumata e va a bracetto con l’impressionante e profonda texture speziata che continuiamo ad avvertire.

La sensazione globale che si avverte è una morbidezza unica accompagnata da un’intensità per ogni boccata che ha dell’incredibile. Ripeto i tabacchi Criollo e Corojo sono rustici ma qua sono magistralmente imbrigliati, addomesticati in un blend complesso e intrigante.

Verso la metà la dolcezza, già presente in partenza, si schiude in un fumo denso e vellutato al palato, pepato al naso dando la sensazione che ora il sigaro sia più omogeneo, amalgamato, pastoso e armonico. Non abbiamo però il tempo di rilassarci perchè lui non ce lo consente, non riusciamo neppure a finire le discussioni che intavoliamo perchè le interrompiamo sempre per confrontarci su qualcosa di nuovo che nel frattempo è subentrato.

Arriva deciso il cioccolato, un cioccolato al peperoncino che ci fa esclamare…ho, hoooooo! Pian piano si sempre più marcatamente tonico e maschio. Ora le componenti principali giocano sul filo della terra, delle spezie e della pelle ma subentra, del resto è come i cioccolatini di Forrest, anche il caramello a rafforzare la fumata. Davvero difficile però delineare nel dettaglio ciò che stiamo assaporando, difficile delineare l’ampiezza di queste note ma forse il limite è solo del nostro naso.

Richiede profonda concentrazione fumare il Fine & Rare ed è imprescindibile, a giudizio mio e di Giuseppe, effettuare la retroinalazione. Solo in questo modo (forse nemmeno così per la verità…) si riesce a catturare la varietà e complessità delle sue sfumature, del suo gioco sensoriale e della sua capacità di variare le carte in tavola man mano che lo si fuma. A valle di tutto però avvertiamo chiaramente che non cambia mai del tutto, non spariscono mai completamente i “trilioni” di note aromatiche che è in grado di esprimere, le utilizza quando vuole lui e dove vuole lui… a voi non resta che restare sul pezzo per non perderle!

Il finale decisamente al di sopra delle righe sciolina con noncuranza una pletora di note aromatiche ancora una volta diverse con amaretto, liquirizia, lavanda e l’immancabile caffè di ogni blend corposo che si rispetti. Manca qualcosa? Sì aggiungerei le canoniche note tostate e le inossidabili di terra, pelle e legno.

Magistrale, una fumata magistrale che sicuramente ha alle spalle un notevole lavoro di “blending” ma quello che poi regala va assaporato per poterlo apprezzare in pieno. Forse non sarà il sigaro dei sigari, forse non piacerà a tutti (anzi ne sono sicuro perchè va fumato con sapienza e boccate lente e dosate) ma i tabacchi che utilizza, e sono ben 10, sono un tributo anche alla storia del tabacco mondiale e a due delle sementi che cuba utilizzava totalmente per i suoi “grandi” sigari del passato.

L’esclusività dell’edizione, la tiratura limitata ed il suo prezzo non lo pongono sicuramente nella sfera dei sigari di fruizione quotidiana ma un giro lo merita e detto da uno che non ama le edizioni limitate non è poco…

IL VERDETTO – ECCELLENTE (EXCELLENT)

excellent

Ho raccontato tutto, non posso aggiungere altro se non che spero vivamente che quello che abbiamo vissuto io e Giuseppe come esperienza si ripeta ogni volta che se ne accenderà uno.

Grande sigaro, grande blend e “chapeau” alla Alec Bradley per aver anche solo pensato un simile sigaro.

 

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