Atlantic City – ottobre 1934

La notte è un vero schifo, una pioggerellina incessante e fitta sembra penetrare in ogni anfratto della città e in ogni parte del mio corpo. Dal mio fedora oramai intriso scendono rigagnoli di acqua piovana fin dentro la camicia. Seguendo un riflesso involontario alzo ancora di più il bavero del mio impermeabile e lo serro con la mano attorno al collo. Un patetico tentativo di tenermi più asciutto.

Nella penombra del vicolo percepisco solamente il rumore sordo delle gocce di pioggia sull’asfalto, i gemiti in lontananza di alcuni gatti randagi e l’eco sorda della musica proveniente dal locale dall’altra parte della strada.

Dalla mia posizione riesco ad osservare l’insegna sfavillante di neon del 500 Club, che si riflette sull’asfalto bagnato disegnando iridescenze e strisce di luce colorate. Sono nell’oscurità ad osservare, maledicendo la mia curiosità di investigatore e la scelta di questa stramaledetta serata per incontrarmi con Reginelli.

Marco “Small Man” Reginelli, il boss della zona e proprietario del locale, il 500 club. Lo devo incontrare per avere delle informazioni per le quali naturalmente dovrò pagare “pegno” e ho la brutta sensazione che non sarà una semplice somma di denaro.

AB-American-Sun-Grown-Blend-1Non devo pensarci troppo e ingannare il tempo. Prendo dalla tasca interna del mio impermeabile il porta sigari di metallo, estraggo il mio Alec Bradley American Sun Grown Robusto. Recido la testa e mi concentro sulle belle note di cacao e terra che ogni boccata mi lascia in bocca, e sulle opulenti note di pelle annusando il piede del sigaro.

Un debole sorriso mi compare in viso, dopotutto sono un uomo semplice e di poche pretese. Perfino un sigaro riesce ad allietare questo schifo di umida serata. Calco meglio il mio fedora sulla testa e rompo gli indugi avviandomi, saltellando sopra le pozzanghere, verso l’entrata del locale. L’impatto dell’aria caldo umida varcata la soglia, pregna di odori di umanità e alcolici, mi investe come una locomotiva togliendomi il fiato.

Fortunatamente le note di pepe deciso che percepisco al naso e lo stuolo di terra e spezie, dal sapore decadente ma gustoso, mi aiutano a superare l’impatto. Scruto furtivamente la varità umana presente, intenta a perseguire il proprio divertimento e non noto nessuna presenza in grado di far scattare il mio campanello d’allarme interno. Di lui nessuna traccia però.

Continuo a degustare il mio sigaro, che ora diventa più animale, più carnoso con note evidenti di pelle. Avverto una lieve tostatura ma anche spezie, spezie somiglianti alle note aromatiche dei chiodi di garofano che catturano la mia attenzione. Amo molto questa fumata, ha un che di antico e balsamico veramente intrigante.

Mi avvicino al bancone del bar mentre il mio sigaro speziato si schiude su una dolcezza fruttata e incrementa le note tostate. Il tutto si fonde in una alchimia gustativa meravigliosa che mi spinge ad abbinarci qualcosa da bere. Faccio un cenno con la testa al barman per attirare la sua attenzione, mentre continua a sfregare uno straccio sul bancone. Un patetico tentativo di pulizia visto che lo straccio è più sporco e logoro del bancone stesso. Più che pulire sta solo stendendo lo meglio lo sporco ma ha poca importanza visto che non intendo accamparmi a lungo da queste parti.

La mia fumata si rivela perfetta per queste occasioni, non è complessa da decifrare ma è gustosissima, specialmente ora che sopraggiungono note di cacao amaro. Un sigaro che pompa continuamente tonnellate di aromi e sapori, una vaporiera, come piace a me.

“Cosa le servo?” – la voce del barman mi scuote distogliendomi dai pensieri in cui ero assorto. Rifletto un attimo senza proferire parola poi – “Un whiskey grazie!”

Forse non sarà la scelta più azzeccata visto che il sigaro ha acquistato un fondo quasi torbato, dai sapori quasi alcolici che potrebbero contrastare quelli del whiskey. Machissenefrega penso, dopotutto non sono qua per una degustazione ne per divertirmi, devo solo trangugiare un bicchiere per non dare nell’occhio.

AB-American-Sun-Grown-Blend-2Mentre armeggia con le bottiglie sotto il bancone noto una bellissima pupa alla mia sinistra, apparentemente sola al bancone. “Ecco a lei” – il barman mi lancia un bicchiere pieno fino all’orlo di un liquido ambrato.

Non rispondo perchè sono occupato a prendere boccate dal mio sigaro che ora ha acquistato decisamente corpo e fa decollare note caramellate veramente sorprendenti. Poi mi decido – “Chi è quella pupa seduta al bancone alla mia sinistra?”

Lui lancia una breve occhiata nella direzione da me indicata con la testa, appoggia entrambe le mani al bancone e si avvicina a me con tutto il busto. Ecco ho toccato il tasto sbagliato e mi preparo ad uno scontro, irrigidendo i muscoli.

Come se percepisse il pericolo imminente perfino il sigaro si carica di pepe, quasi a voler destare la mia attenzione, a mantenere alta la mia soglia di allarme.

Invece di aggredirmi dalla sua bocca esce – “Andrea..”

“Ma come diavolo fa a sapere il mio nome?” – rifletto…

“Andrea…sei proprio un pirla, quella è tua moglie!”

Huh? Sgrano gli occhi esterrefatto. Mi guardo attorno e non sono più al bancone del 500 club, ho immaginato tutto. Forse è proprio questa la bellezza infinita dei sigari, anzi è quello che riescono a regalarti o a farti immaginare. Lui (non il barman…) c’è pienamente riuscito e per questo si merita il mio plauso.

Mentre penso a queste cose me lo rigiro nella mano, manca uncora la parte finale della fumata e si rivelerà simile alla precedente ma dotata di una tonicità gagliarda molto, molto superiore. Il commiato avviene accompagnato anche da una infinita dolcezza e da notevoli note di liquirizia… una vera goduria.

IL VERDETTO: Questo American Sun Grown è sicuramente un gran bel prodotto e dotato di un rapporto qualità prezzo strepitoso. Su questa fascia di prezzo ha tutte le carte in regola per poter ambire al ruolo di fumata “quotidiana” se mai lo si possa fare.

Una chiave di lettura che non è e non sarà mai la complessità bensì la sua spiccata aromaticità e espressività. Una bontà antica, dichiaratamente old style sia nel concept che nell’estetica ed un raro esempio dell’oramai perduta tecnica del “progressive flavor” in perfetto stile cubano.

“A good cigar at a modest price with a touch of Americana in the band art.” – Alan Rubin

MA CHI è COSTUI?

AB American Sun Grown Blend Robusto

NICARAGUA | ALEC BRADLEY AMERICAN SUN GROWN BLEND Robusto | 50 RG x 5″ | Forza: Media | EURO 4,50
Manifattura: Plasencia Cigars S.A. | Fascia: Nicaraguan Sun-Grown Habano – Sottofascia: Nicaragua Jalapa – Ripieno: Nicaragua Condega & Estelì

VALUTAZIONE – 90 – ECCELLENTE

SIGARO ECCELLENTEbest-buy-256

Buono BUONO (DA 85 a 86/100) – Buon sigaro per una simpatica fumata. Non entra in una rotazione costante nello Humidor.

Molto Buono MOLTO BUONO (Da 87 a 89/100) – Ottimo sigaro, sicuramente da tenere nello Humidor e su cui fare affidamento per una bella fumata. Entra di diritto nei sigari “Go-to” come direbbero gli Americani.

EccellenteECCELLENTE (Da 90 a 94/100) – Sigaro eccellente in cui armonia, esplosione aromatica e gusti sontuosi sono la parola d’ordine. Nel suo DNA vi è sicuramente qualcosa che affascina, appaga e travolge.

WOW FactorWOW Factor (Over 94/100 o per caratteristiche speciali) – Il WOW Factor, qualcosa di indimenticabile e che appaga a tal punto da lasciare un segno indelebile.