Titolo strano in effetti ma è la risultante di una fumata durata molto tempo e su ben 6 sigari, presi in posti diversi e degustati in differenti momenti della giornata. Non nascondo che ero molto curioso di provarlo, nel 2012 è stato inserito da Cigar Journal nei Top 25 e si è posizionato al 23mo posto. I presupposti erano ottimi e la precedente fumata dello Short Belicoso non era stata niente male così mi sono deciso a recuperare degli esemplari per la recensione.

Il dubbio mi assale, come affermo nel titolo, perchè ero tentato di non pubblicare il risultato della recensione di questo sigaro. Secondo i miei standard esiste un livello minimo sotto il quale preferisco non scrivere nulla, non amo parlar male di qualcosa perchè reputo che non sia utile a nessuno e non apporti nulla di costruttivo. “Caragnare” contro i mulini a vento non serve, meglio tacere dicono i saggi.

Allora perchè stai scrivendo la recensione? Direte voi…Giusta osservazione ma si da il caso che questo sigaro sia ben oltre il mio livello di sufficienza se non fosse per una incostanza produttiva e meccanico-costruttiva che ne inficia la fruibilità. Alcuni esemplari oggetto delle fumate si sono rivelati non proprio costanti sotto il profilo dell’espressione aromatica, altri hanno manifestato problemi costruttivi che hanno impedito una corretta fruibilità. Siamo al cospetto del classico caso limite, globalmente è un sigaro molto buono se si trova il “pezzo” giusto.

Valutando le mie fumate posso affermare che il sigaro si presenta bene, con una bella fascia rossiccia solo un po’ rugosa. Nei primi “puff” a crudo emergono ottimi sentori cioccolatosi, legno e una certa dolcezza di fondo molto piacevole. Una volta acceso si rivela inizialmente un po’ “dry” al palato, aromi su base legnosa, nocciola, pepe ed una strana e piacevole sensazione agrumata, quasi di buccia di limone. Pian piano si schiude la cremosità (non tantissimo) e il pepe viene mitigato elegantemente dalla freschezza agrumata percepibile al palato.

Nella parte centrale arriva la pelle a contendersi il terreno con il legno e, centimetro dopo centimetro si cominciano a percepire simpatici sentori di terra e spezie che variano elegantemente l’espressione aromatica comune anche alla prima parte. Le sensazioni agrumate non demordono e completano efficacemente la fumata. Verso la fine di questa parte del sigaro arrivano le prime note di caffè che contrassegneranno poi il terzo finale.

Finale dicevo a base di caffè e agrumi, legno a contorno e spezie che giocherellano con i nostri sensi. Una fumata tutto sommato divertente e se la “stranezza” agrumata del blend è dovuta alla foglia da fascia San Andres Criollo devo ammettere che hanno fatto una giusta scelta. Non posso però dimenticare quanto asserito inizialmente pertanto, malgrado il sigaro complessivamente sia “Molto-Buono”, gli assegno un semplice “Buono”.

Non mi sento di consigliarlo o sconsigliarlo, sarei però curioso di avere un vostro feed-back su questa fumata specialmente da coloro che la frequentano o abbiano voglia di provarla. Personalmente nel panorama Italiano, per la stessa fascia di prezzo, ho delle ottime alternative che preferisco e che frequento spesso. Per la Repubblica Dominicana fumerei un bel La Aurora 1495 Robusto che è un riferimento per qualità, bontà e costanza produttiva mentre per il Nicaragua direi Nicarao Robusto o Joya de Nicaragua Antaño Robusto Grande, entrambi al di sopra di ogni sospetto.

Dovete seguire le mie indicazioni? Assolutamente no, ognuno ha il sacrosanto diritto di fare le sue esperienze, sulla base delle quali poi si formerà una sua preferenza o un suo giudizio.
Buona fumata a tutti.

Scheda tecnica

  • Origine: Repubblica Dominicana
  • Fabbrica: Tabacalera de Garcia – Repubblica Dominicana
  • Distributore: Diadema S.p.A.
  • Formato: 50 RG x 5″
  • Fascia: San Andrés Criollo
  • Sottofascia: Piloto Dominicano
  • Ripieno: Dominicano
  • Forza: Media
  • Prezzo: 6,30€

VALUTAZIONE – BUONO

SIGARO BUONO