Se i sigari sono una vera passione sarà capitato anche a voi che leggete, come a me che scrivo, di trovarvi a scegliere per una data occasione il giusto formato da fumare. Non che la scelta sia di per sè difficile da affrontare ma l’esperienza aiuta sicuramente a valutare, con occhio “fumatorio”, il tempo reale che ci si prospetta innanzi e spesso è meno di quanto si creda.

In questa situazione mi ci sono trovato oggi, nel mio secondo giorno di vacanza in montagna da camperista. Mia moglie con il piccolo erano a passeggiare mentre il grande si dilettava con il nuovo amichetto della vicina “casa mobile”, a me restava una pausa inaspettata di poco meno di un’ora.

Come lo sapevo? Più o meno è l’autonomia di mio figlio prima che arrivi la fatidica domanda… mi annoio, andiamo a…. oppure facciamo questo o quello? La risposta spesso equivale a dover buttare il sigaro anche se a malincuore.

Per evitarmi lo stillicidio del “buttare”, frugo nel mio piccolo humidor ed ecco che l’occhio cade su un Petit Corona con una fascetta rossa (brutta per la verità) e una scritta sopra… Tatuaje. 42 x 4 5/8” mi sembrano ideali per la fumata che avevo in mente!

Per coloro che non conoscono la linea sappiate che gli Havana VI detti anche “Red label” sono dei puro Nicaraguensi confezionati da Don Pepin Garcia per Pete Johnson presso la manifattura My Father Cigar in Nicaragua.

Un veloce esame a crudo, inframezzato da fugaci occhiate a mio figlio, rivela su una base legno delle accattivanti note di cacao, caffè e spezie ma ciò che mi stupisce di più è la componente marcatissima di pelle. Il preambolo è decisamente intrigante così senza perdere altro tempo, visto che l’orologio ticchetta inesorabile, accendo il sigaro.

Whammo! Partenza alla massima accelerazione, tonico e espressivo come si addice ai nicaraguensi di razza. Sferzata pepata che riveste le mucose e lievi note di spezie che emergono da un sottofondo su note di legno di base.

Non riesco a finire di analizzare per bene la struttura che comincia già a variare. Emerge quasi subito una texture ricca di pelle e punte di cacao o ancor meglio cioccolato fondente e ho la percezione che gli aromi si siano fatti nettamente più tostati.

Lo stupore e la sorpresa per questo blend crescono ad ogni puff, puff che lasciano al palato un retrogusto dolce e allo stesso tempo speziato, quasi fosse un biscotto allo zenzero e cannella.

Comincio ad amare questo Tatuaje che seppur non complesso regala meravigliose sensazioni. Facile da interpretare nel suo intercalare senza incertezze, nessuna confusione sugli aromi e sapori che colpiscono il naso e restano al palato.

Una bilanciata combinazione di pelle e pepe si tramuta poi in una deliziosa e saporita combinazione di cacao e pelle ma quando tutto mi lascia supporre che nulla più avvenga ecco che si schiude la cremosità e aumenta la dolcezza.

Sono francamente sorpreso e carezzato da una dolcezza quasi nocciolata. Le spezie ora sono più decise e dominanti e il fumo vellutato lascia a tratti note particolari, quasi di tè. Cresce di intensità, di espressione e di corpo, una piccola furia poco angelica e demonicamente intrigante.

Si congeda su queste connotazioni infatti la parte finale non cambia di molto se non per il fatto che si fa più torbato, intenso e rilascia un fumo quasi masticabile. Intendiamoci non delude affatto anzi si fa rimpiangere da tanto è buono.

Che dire ancora? I miei migliori 45 minuti fumosi e vacanzieri… credetemi! W Pete Johnson.

Scheda tecnica

  • Origine: Nicaragua
  • Manifattura: My Father Cigars S.A.
  • Formato: Petit Corona – 42 RG x 4 5/8″
  • Fascia: Habano Ecuador
  • Sottofascia: Nicaragua
  • Ripieno: Nicaragua
  • Forza: Media

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