Non credete ai giganti? Allora non siete mai stati al cospetto di una recente introduzione sul mercato Italiano, il Toro Gordo della linea Flor de Las Antillas. Imponente non rende giustizia a cotanta “sostanza” ma devo ammettere che maneggiarlo e fumarlo non è poi così difficoltoso, complice la sua foggia box-pressed.

In molti snobbano o denigrano i sigari con simili forme squadrate ma io poco avvezzo ai Ring Gauge giganti (lui è di ben 56) li apprezzo moltissimo e, se dipendesse da me, li realizzerei dal 52 in su tutti così… non abbiatene a male.

FLA-Toro-Gordo-2Lui Gulliver viaggiatore approdato nella terra di noi piccoli uomini è di bell’aspetto e vestito di una fascia color cioccolato, oleosa, con qualche venatura a vista ma che al tatto scompaiono risultando liscia e vellutata. Che dire? Sontuoso nella sua imponenza estetica.

Lui Gulliver dalla pelle profumata e salata come il mare che lo ha trasportato e da buon gigante che si rispetti al naso regala profonde e intense note di cacao, spezie e legno o meglio note quasi erbacee con lievi punte di pepe a stuzzicare le cavità nasali.

Una volta acceso… whammo! arriva la tipica sferzata Pepin però solo in retroinalazione perchè lui invece, al palato, parte delicato ed elegante con note di cuoio e legno antico. Da questo momento, con falcate degne di un vero gigante, comincia una passeggiata espressiva in costante incremento. Pian piano si schiudono note dolci di frutta secca, speziate e biscottate con una sensazione cremosa che si acuisce sempre più ogni momento che passa.

Fa drizzare le antenne, cattura l’attenzione e lo fa diventando più carnoso, più terroso, più corpulento e sorprende ancora di più quando emergono note balsamiche che mitigano il pepe e le spezie. Nel corpo centrale si perde quasi la testa in una gioco inebriante, dolcissimo, gustosissimo di ciliegia e quasi liquoroso per le sensazioni che lascia al palato finchè emergono le prime note tostate in un sottofondo carnoso, speziato di ginepro e decadente. Poi…pausa!

Se interrompessi la recensione qua siamo nell’eccellenza pura. Una fumata bilanciatissima, elegantissima, non si direbbe ma siamo al cospetto di un corpulento capolavoro di forza media ma poi… la fiamma della passione si affievolisce. Manca l’ossigeno e lui si siede, perde espressività. Vero che ci siamo già fumati l’equivalente di un normale Toro ma non posso nascondere la delusione per questo suo comportamento.

Ci si aspetterebbe di chiudere un cerchio, di chiudere un clichè di fumata che prevede un finale ricco, opulento e degno di tale gigante… invece no. Restano è vero i sentori di base come la terra, il tostato, la pelle ma tutto risulta appannato, offuscato e un po’ scomposto guidandovi verso una fase di fumata che francamente non meritiamo e non merita nemmeno lui. A sua discolpa posso affermare che spesso, nei diametri importanti e in formati “extra” size, i sigari si perdono via rispetto ai loro cugini di taglie più normali… chissà come sarà il Toro?

Globalmente resta comunque una signora fumata, una fumata di sostanza e di espressività molto particolare che ripaga ampiamente il finale un po’ noiosetto e deludente.

Scheda tecnica

  • Origine: Nicaragua
  • Fabbrica: My Father Cigars S.A.
  • Formato: Toro Gordo – 56 RG x 6,5″
  • Fascia: Nicaragua Sun Grown
  • Sottofascia: Nicaragua
  • Ripieno: Nicaragua
  • Forza: Media
  • Prezzo: 9,75€
  • Importatore: Cigars & Tobacco – Lubinsky

VALUTAZIONE – 89 – MOLTO BUONO

SIGARO MOLTO BUONO

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