Don-Pepin-Garcia-Original-Lanceros-1El Jefe, il boss, un nome una garanzia verrebbe da dire. Ma di chi stiamo parlando? Di Pepin Garcia ovviamente e della sua realtà commerciale che dai primi del 2000 ha segnato indelebilmente il mercato dei sigari a livello mondiale, la My Father Cigars.

Storia recente sembrerebbe ma in realtà “Pepin” proviene da una famiglia storica di coltivatori cubani e lui stesso divenne maestro Torcedor, la sua straordinaria abilità gli valse anche l’appellativo di “Mago”.

Basta così? No, divenne Master Blender e fu insignito di numerosissimi riconoscimenti dal governo Cubano, il suo “zampino” per chi non lo sapesse lo si poteva trovare nei Cohiba e Partagas dei tempi che furono.

Da esule in Miami (USA) ha cominciato a costruirsi la ben meritata fama di colui che “sapeva realizzare i sigari più cubani al di fuori di cuba”, capacità che hanno legato a se un altro personaggio di spicco del mondo tabacalero… Pete Johnson.
Non voglio entrare nel merito della veridicità di tale affermazione ma le sue immense conoscenze del tabacco e le sue indubbie capacità hanno portato, nel giro di un decennio, il suo brand “My Father Cigars” ad un livello di tale eccellenza da farlo diventare uno dei più influenti marchi del nostro secolo.

La sua produzione è notevole ma solo pochissime linee portano il suo nome o quello del brand. Il resto? Tutta produzione per conto terzi e quando parlo di “terzi” intendo nomi illustri e ben conosciuti del panorama mondiale. Ma sono i numerosissimi riconoscimenti internazionali e lo standard qualitativo dei suoi prodotti che hanno reso il marchio sinonimo indiscusso di successo commerciale.

La linea conosciuta come “Blue Label” o ufficialmente Don Pepin Garcia Original è in assoluto la prima mai realizzata da Jose “Pepin” Garcia ed originariamente veniva interamente prodotta a Miami presso la sua fabbrica “El Rey de los Habanos”  nella zona chiamata Little Havana. Al giorno d’oggi e con qualche rivisitazione del blend originario nonchè dei tabacchi utilizzati, viene prodotta presso la mitica My Father Cigars Factory a Esteli in Nicaragua.

Oggi fumiamo il “Lanceros”, che si presenta magnificamente costruito nelle sue dimensioni più “classiche” di 38 x 7,5 pollici, con il famigerato ricciolino in testa e la chiusura “triple cap” storica e non facile da realizzare. Per dovere di cronaca voglio segnalare che cimentarsi in questo modulo, per qualsiasi produttore, è spesso fonte di grosse preoccupazioni sia per l’assoluta necessità di un assemblaggio perfetto (altrimenti non tira) che di un blend rivisitato per allinearlo al resto della linea produttiva. Infatti nei Lancero la foglia da fascia ha un ruolo importante entrando in gioco per una percentuale altissima nelle caratteristiche organolettiche globali della fumata.

Vi assicuro che a parole sembrano cose di poco conto ma non è per niente facile, siamo al cospetto di una sorta di “laurea” universitaria dei produttori di sigari e non tutti hanno lo “skill” per portare a termine il compito.
Quindi il Lancero di Pepin com’è? Direte voi… perfetto dico io, siamo al cospetto di una laurea con bacio accademico… 110 e lode.

A onor del vero la fascia è sì perfettamente stesa ma un po’ rugosa e poco oleosa, tuttavia l’aspetto estetico non pregiudica la qualità aromatica percepibile nei sentori di pelle e legno della fascia. Sentori che si ripetono a crudo e al piede con l’aggiunta di meravigliose note di caffè e cioccolato, pepe e spezie in un insieme globale un po’ erbaceo ma al contempo esotico e affascinante.

All’accensione è “smooth”, leggero, delicato ed elegante su note legnose e dolci, poco Nicaraguensi se vogliamo ma “lui” ha bisogno di andare a regime e di li a poco infatti si trasforma. Diventa una sirena che comincia ad ammaliare con il suo suadente canto a base di note tostate di legno e terra, compare prepotente il cacao che si amalgama con il fruttato di fondo e la pelle. Un blend che comincia a stupire e risulta complesso sia per la quantità di elementi aromatici che per la perfetta, ma di non facile interpretazione, amalgama degli elementi. Tutto è concatenato e legato, tutto è in perenne movimento.

Un canto che affascina e a cui non si resiste, ci si lascia andare e ci si immerge nelle elegantissime carezze aromatiche e cremose di questa slanciata sirena. Si sorride nel corpo e nella mente e si comincia a comprendere come l’opera di seduzione sia il risultato di un sapiente “gioco” orchestrale fatto di dedizione e passione, di amore e conoscenza.

Don-Pepin-Garcia-Original-Lanceros-2Ma non è finita perchè puff dopo puff, sapientemente dosati per non surriscaldare troppo il braciere, ci si avvia verso una fase centrale che vede un incremento sostanziale di corpo e forza. Il canto cambia tonalità e si fa più sostenuto, cambia la ritmica che aumenta le battute e ci troviamo perdutamente rapiti da un sottofondo di cacao e caffè che sorreggono l’assolo emergente di legno in una texture che mi ricorda le sensazioni lasciate da buoni vini bianchi fruttati. La pelle e le spezie invece giocherellano, come un coro di accompagnamento, con i nostri sensi.
Siamo al cospetto di un canto molto aromatico, full-body per intenderci, completamente diverso dalla partenza ma bilanciatissimo ed elegante come si conviene ad una affascinante sirena e preludio alla parte finale.

Finale come si conviene ad un sigaro di gran classe, per nulla acre e scomposto bensì bilanciato e, come il precedente, potentemente aromatico. Ancora una volta ci sorprende con una esplosione di cremosità ed un ribaltamento di aromi e gusti. Ora il caffè tostato ed il cacao si acuiscono predominando nella fumata mentre il legno, la pelle e le spezie fanno capolino gentilmente nel sottofondo. La forza non prevarica l’impianto aromatico ma lo supporta e la risultante è un finale entusiasmante fino a che si sentono le dita scottare e non è più possibile tenerlo fra le dita.

Un esempio eccellente di cosa possa fare una persona competente e con tabacchi di qualità, un maestro per un blend magistralmente realizzato. Un sigaro in continua evoluzione, dalla partenza sino alla fine, senza incertezza ne scompostezza produce tonnellate di aromi fino a che da fumare non resta veramente nulla.

Una meravigliosa realizzazione, elegante e complessa nella fumata, di grande soddisfazione. Forse meno intuitivo di suoi omologhi come l’Oliva V Lancero (+ comprensibile e interpretabile) ma di gran classe. Vero che i gusti sono gusti ma la qualità globale è percepibile e tangibile, a me è piaciuto molto e consiglio vivamente una sua fumata se vi capitasse di incontrarne uno. Se poi non incontrerà i vostri gusti pensate solo che avete fumato un tributo ad una delle poche persone viventi che incarnano un pezzo di storia tabacalera cubana e mondiale… quando mai vi ricapiterà?

Scheda tecnica

  • Origine: Nicaragua
  • Fabbrica: My Father Cigars S.A.
  • Formato: Lancero – 38 RG x 7,5″
  • Fascia: Corojo Oscuro Nicaragua
  • Sottofascia: Criollo Nicaragua
  • Ripieno: Criollo e Corojo Nicaragua
  • Forza: Media

VALUTAZIONE – 92 – ECCELLENTE

SIGARO ECCELLENTE

Leggi anche le altre recensioni dei Don Pepin Garcia Original

 

Pin It on Pinterest