Il sigaro

Nazione – country: Honduras

Manifattura – factory: Agroindustrias Laepe S.A.

Fascia – wrapper:  Ecuador Connecticut

Sottofascia – binder: Honduras Authentic Corojo

Ripieno – filler: Honduras Generoso, Aleman Ligero Dominicano

Formato – vitola: Corona

Lunghezza – length: 5.5 inch.

Ring Gauge: 44

Body: Medium to full

Euro: 7,90

La fumata

Dopo essermi immerso nella “New Age” Connecticut con la recensione del mitico Jas Sum Kral, volevo prolungare l’immersione con qualche altra fumata che appartenesse alla stessa specie.

La “New Age” Connecticut di fatto è una nuova era che ha sicuramente diviso il mondo dei fumatori di sigaro, uno spartiacque virtuale che vede due fronti contrapposti e guerreggianti.

Da un lato vi sono i fumatori abituati a blend vecchio stile, refrattari ad ogni mutamento e/o evoluzione connessa al mondo Connecticut. Insomma i dinosauri sigarofili. Che siano destinati all’estinzione? Mah.

Dall’altro si contrappongono i fumatori che come me sono assuefatti a fumate di una certa tonicità, aromatica e intensità di corpo. Costoro vedono nella “New Age” Connecticut qualcosa di intrigante e meglio cucita sui propri gusti e sulle proprie preferenze. Sono dei mutanti, novelli X-Men derivati dai precedenti ma che costituiscono a mio avviso la nuova generazione (non intesa in senso anagrafico ma di mentalità) dei fumatori.

Quale dei due fronti prevarrà? Non lo so e onestamente non me ne frega niente. Quello che so per certo è che sono la speculare rappresentazione di due diverse tipologie produttive.

La prima vede lo sviluppo di blend Connecticut secondo l’equazione eleganza + morbidezza = poca forza e intensità (aromatica e di corpo). Questi produttori/brand hanno sempre pensato che fosse difficile coniugare le prime caratteristiche a forza e intensità in un unico blend, senza sacrificare qualcosa o snaturare il prodotto. Io non li ho mai capiti.

La seconda fortunatamente vede produttori/brand dalla mentalità più moderna, aperta, scevra da preconcetti e che sperimentando soluzioni diverse hanno regalato nuova vita a questi blend, trasformandoli radicalmente e generando di fatto quella che in gergo tutti chiamano la “New Age” Connecticut. Viva Dio.

Il Camacho Connecticut Corona è un valido esempio ed è anche in un formato che amo particolarmente.

Basta l’appartenenza alla “New Age” per piacere a noi X-Men del sigaro? Assolutamente NO. Qui entriamo nel campo dei gusti personali, ciò che piace a me potrebbe non piacere ad altri e ciò che piace ad un altro potrebbe piacere a me ma non ad altri oppure non a me ma ad… fanculo mi sono incasinato! Lasciamo stare.

Badate bene però, questo Camacho snocciola un’intensità di corpo davvero notevole e come non bastasse gioca tutto sul comparto spezie, spezie a profusione specialmente pepe. Se non amate sigari dal DNA speziato non compratelo.

Detto questo passiamo a raccontare il sigaro e la fumata. Questo Camacho si presenta abbastanza bene, dico abbastanza perchè la foglia da fascia dalla colorazione uniforme e lucida è ma solcata da numerose cicatrici. Sembra uscito dal film di Frankenstein. Poco male, proseguiamo.

A crudo avverto spezie dolci, note di pane e vegetali. Direi in linea con molti altri Connecticut.

Una volta acceso però le cose cambiano drasticamente. L’Aleman ligero del ripieno lavora a manetta e le sferzate pepate raccontano da subito molto del suo carattere. A contorno note di legno e ovviamente spezie dolci. Avevate dei dubbi?

Bastano poche boccate comunque per rilasciare una notevole dolcezza che ben presto avvolge tutto. Arrivano anche sfumature affumicate e terrose assieme a note di pane, cacao, cumino e caramello.

In sottofondo una stimolazione acidula ricorda nel gusto una torta al limone, e stimola la salivazione come avveniva nel robusto. L’intensità speziata e pepata del fumo è al di sopra della media e crescere assieme all’aumentare della cenere del sigaro.

Non è un Connecticut vecchio stile, questo è innegabile.

Nella parte centrale le spezie prendono letteralmente il sopravvento mentre in sottofondo permane una lieve dolcezza al cacao. Dosando le boccate invece è il pan speziato che emerge e delizia.

Si rivela denso, articolato e ben amalgamato nella sua espressività sensoriale, senza spigolature o sbilanciamenti ed è addirittura più morbido globalmente degli inizi.

Irrobustendosi si acuisce il caramello e la terrosità in sottofondo ma resta comunque un sigaro dalla bella e piacevole struttura aromatica, ben orchestrata a mio avviso e anche divertente. Perfino intrigante per chi, come me, non è esattamente amante di questa foglia da fascia.

Nel finale al caramello si aggiunge un effetto torbato e di caffè, nel fumo si aggiunge cardamomo e stranamente il pepe quasi scompare. Lascia una piacevole sensazione grassa al palato, arricchita dal rientro dell’acidità agrumata.

Basterebbe tutto questo per chiudere degnamente la fumata ma lui supera se stesso e snocciola una chiusura, un commiato dove tutto vira su una straordinaria crème brulée.

W la “New Age”.

Il verdetto

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

The smoke

After being immersed in the “New Age” Connecticut with the review of the mythical Jas Sum Kral, I wanted to extend the dive with another cigar which belongs to the same world.

The “New Age” Connecticut is in fact a new era that has definitely divided the world of cigar smokers, a virtual watershed that sees two opposing and warring fronts.

On one side there are the smokers accustomed to old-style blend, refractory to any change and/or trends about the Connecticut world. In short the dinosaurs smokers. Will they be destined to extinction?

On the other one there are the smokers who, like me, are accustomed to bold smoke, to aroma and body strength. They see in the “New Age” Connecticut something intriguing and well stitched on their tastes and preferences. They are mutants, novel X-Men derived from earlier but which are in my opinion the new generation (not meant in the sense of age but of mentality) of smokers.

Which of the two sides will prevail? I don’t know and honestly I don’t care. What I know for sure is that they are the mirror image of two different types of productions.

The first one sees the development of Connecticut blends according the equation elegance + smoothness = little strength and intensity (aromas and body). These manufacturers/brands have always thought it was difficult to combine the first features plus strength and intensity in a unique blend, without sacrificing anything or altering the product. I never understood them.

The second one fortunately sees manufacturers/brands with more modern mind, free from preconceptions and following different solutions. They have given a new life to this blend, radically transforming it and creating in fact what in slang everyone calls the “New Age” Connecticut. Thanks God.

The Camacho Connecticut Corona is a good example and is also in a format that I particularly like.

Is it enough to belong to the “New Age” to like to us, the X-Men? Absolutely not. Here we enter into the field of personal taste, what likes me may not like to others and what likes to another one could like to me but not to others, or not to me but to… fuck off. I did a mess! Never mind.

Take care however, this Camacho unleashes a truly remarkable body intensity and plays all on spices, a profusion of spices especially pepper. If you don’t like cigars with spicy DNA, don’t buy it.

That said let me say something about the cigar and the smoke. This Camacho looks fairly beatiful, I say fairly because the wrapper is uniform in color and gloss, but it’s crossed by numerous scars. It seems to come out of Frankenstein’s movie. Never mind, we go on.

On pre-light I detect sweet spices, bread and vegetal notes. I would say in line with many other Connecticut.

Once lit however, things change drastically. The Aleman ligero into the filler works at full throttle and the peppery lash tells me a lot about its character. At the borders wood notes and of course sweet spices. Did you have doubts?

After a few puffs it releases a considerable sweetness that quickly envelops everything. Arrive smoked and earthy shades also along with bread, cocoa, cumin and caramel. In the background a sour stimulation reminiscent of a lemon cake, it stimulates my salivation as well as in the robusto. The spicy and peppery intensity of the smoke is above average and grow toghether with the increase of cigar’s ash.

It’s not an old-style Connecticut, this is undeniable.

In the central part the spices literally overtop all while in the background remains a slight sweetness of cocoa. By dosing the puffs instead is the gingerbread that emerges and delights.

It’s dense, articulate and well blended in its sensorial expressiveness, without sharp edges or failures and is even globally smoother than before.

More intense is more caramel and earth are detectable in the background, but it’s still a cigar with a beautiful and pleasant aromatic structure, well-orchestrated in my opinion and even fun. Intriguing even for those who, like me, is not exactly fond of this wrapper.

In the final part to the caramel is added a peaty effect and coffee, into the smoke it adds cardamom while the pepper almost disappears strangely. A pleasant greasy finish covers the palate, enhanced by the return of the citrusy acidity.

All that would be enough to close this smoke worthily but it exceeds itself and rattles off a  farewell where everything turns on an amazing crème brulée.

W the “New Age”.

The verdict

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)
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