Cain-F-550-1La settimana trascorsa mi ha messo alla dura prova, una bronchite assillante ha impedito alla mia gola ed ai miei provati bronchi di resistere al possibile impatto con il fumo di un sigaro. Frustrato e impaziente ho atteso un netto miglioramento ed ora, da buon “stacanovista”, devo mettere alla prova il mio fisico per verificare se effettivamente sono guarito. Quale miglior esperimento se non un buon sigaro? Lo so ogni scusa è buona ma che ci volete fare, siamo uomini e per di più fumatori di sigaro ed è una combinazione in grado di infrangere ogni regola possibile con una irrazionalità che ha dell’incredibile.Non ci credete? Forse è dovuto al fatto che non frequentate fumatori di sigaro…

Fedele a questo “clichè” e dovendo verificare il mio stato di salute scelgo un bel CAIN F 550, il “quasi” toro della linea più corposa del portafoglio CAIN. Mica potevo usare un sigaro leggero… se no che prova sarebbe! La scelta mi rende a dire il vero eccitato e timoroso al tempo stesso perchè stiamo parlando di un sigaro che contiene una percentuale di ligero altissima, 82% per essere esatti, e per coloro che non lo sanno stiamo parlando di qualcosa di potente e a cui portare rispetto.

Troppo tardi, decisione presa, afferro il sigaro e l’ipad, il taccuino e la penna e mi reco alla mia zona degustazioni prediletta, il giardinetto condominiale.
La giornata è calda e soleggiata. Mi accomodo sulla panchetta per esaminare il sigaro che è affascinante con la sua foglia da fascia cioccolatosa e oleosa. Poche venature evidenti ed una fascetta rossa che fa molto “gara” da un tono moderno e corsaiolo all’insieme. Al piede bellissimi sentori di terra, di tabacco umido quasi cioccolatoso e di spezie mentre a crudo legno, pepe che stuzzica il palato ed una dolcezza di fondo fa presagire una gran bella fumata. Lo accendo e comincio ad emettere i primi puff.

La partenza è gia abbastanza tonica ed il legno di cedro la fa da padrone assieme ad aromi terrosi e pepati che mi solleticano le cavità nasali. Una gran bella partenza non c’è che dire e mi rilasso godendomi la fumata quando intravedo del movimento e qualcuno che corre verso di me. Mi giro e vedo mio figlio piccolo di quattro anni, Simone, che radioso mi corre incontro…sorrido e sono contento ma temo anche che la mia recensione cominci ad avere i minuti contati… chi ha figli sa cosa intendo.

Cerco di concentrarmi sul sigaro che nel frattempo si sta schiudendo su una bella cremosità e percepisco sentori di pelle lievi che mi piacciono molto quando… con la coda dell’occhio percepisco qualcosa galleggiare nella vasca dei pesci (peraltro senza pesci), guardo meglio e ho un mancamento… sono fiori di azalea che galleggiano placidi stile pesce agonizzante. Nella mia mente si forma un pensiero…ma porca…. !
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Non posso dire parolacce, ma guardo mio figlio che sorride sornione come solo un bimbo di quattro anni sa fare. “Simone, sei stato tu a….” non finisco la frase che lui esaltato mi dice “Siiiiiiiiii, paaaaapàààààààààà, sei contento?” Mi viene lo sconforto e digrigno i denti, “Non si fa” gli dico e nel frattempo cerco di pensare ad una possibile soluzione per occultare la prova del misfatto. Peccato però staccarmi dal sigaro che, procedendo serafico, comincia a regalarmi anche lievi spezie come la cannella ed un aumento significativo di forza . Continuo a fumare deliziato e pensare quando… Tlack…scatta la serratura del portone ed il cuore quasi mi si ferma quando esce la condomina più velenosa del palazzo, una vipera che non perde occasione per inveire sempre contro chiunque, figuriamoci ora che il motivo è valido.

Istintivamente arretro sulla panca in un tentativo infantile di mimetizzazione, con l’unico risultato che mi trovo con una foglia di palma a mo’ di capigliatura verde lanceolata. Probabilmente sembro un brutto incrocio fra Bruno Lauzzi e un rasta con un sigaro in bocca, cerco di emettere anche poco fumo e sperare che mio figlio non faccia altro casino quando… “Buon giorno Signor Zambiasi”…beccato! Abbozzo un sorriso ed emetto una nuvola di fumo… “giorno, signora…” a denti stretti dico a mio figlio “siediti sulla panca con me e stai fermo!”

Con la coda dell’occhio controllo i fiori, sono vicino al bordo e fuori portata visiva. Bene, continuo a fumare sperando per il meglio tanto più che avvicinandomi alla parte centrale del sigaro, malgrado l’impianto aromatico non si stia stravolgendo, i sentori di pelle si stanno schiudendo e enfatizzando. Sembra tutto perfetto quando Simone, vedendomi con una specie di parrucchino vegetale in testa e pensando sia un gioco, scatta in piedi, si infila sotto la palma, afferra delle foglie nel tentativo di imitarmi e grida: “Papààààààààà, guarda sono bello?”. Vorrei morire, se avessi un badile mi scaverei una fossa e mi seppellirei, ma non posso.
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La signora è nella zona delle pattumiere e a portata uditiva, faccio finta di nulla e continuo a fumare. Ora il sigaro mi sta regalando belle note dolci di frutta secca, quasi cioccolatose ed anche un accenno di note tostate. Un corpo centrale cremoso, pepato e forte ma “smooth” dove la forza avvertibile non pregiudica in alcun modo l’espressione del suo impianto aromatico.Il tempo sembra non passare mai ma cerco comunque di gustarmi il sigaro e ad un certo punto la situazione volge al meglio, la condomina rientra finalmente in casa ed io prontamente elimino le prove “galleggianti” occultandole, come un serial killer, sotto la folta pianta di Azalee.

Mi risiedo comodamente sulla panca ed ecco che anche Simone, evidentemente stanco di non poter giocare con qualcosa che si possa staccare o strappare, decide di voler tornare a casa. Chiamo mia moglie ed il figliolo rientra… solo, finalmente solo! Ora sono libero di godermi la fine del corpo centrale con l’ingresso di note di caffè e spezie, in un sottofondo che mi ricorda il Tè alla menta. Ad un certo punto il sigaro cambia un po’ registro e la pelle diminuisce, si acuiscono le note legnose dell’inizio e subentra un effetto salato piacevolissimo, ora la mia mente è libera di concentrarsi sulle sfumature, sui cambi di registro, sulla fumata senza il pericolo di venire interrotto da qualcosa che non posso completamente controllare.

Mi avvicino alla parte finale del sigaro e la pelle riaffiora prepotente assieme a spettacolari e cremose note di Moka e cioccolato, su una texture dolce di anice che rinfresca il palato mentre il pepe sferza più che mai le mie cavità nasali. Tutto si fonde e si amalgama alla perfezione regalando un finale di fumata opulento e gustosissimo, senza acredine e scompostezza, su un impianto forte che da quasi alla testa. Una gran bella fumata, un gran bel sigaro che ha corpo e sostanza da vendere.

Alla fine di tutto mi ritengo soddisfatto, posso dire di aver salvato la recensione, ho occultato le prove del “crimine” commesso da mio figlio, mi sono regalato una gustosa fumata. Cosa chiedere ancora? Nulla…un solo rammarico, quello di aver perso dieci anni della mia vita fra i vari spaventi!

Scheda tecnica

  • Origine: Nicaragua
  • Fabbrica: TABOLISA
  • Formato: 50 RG x 5.75″
  • Fascia: Nicaragua
  • Sottofascia: Nicaragua
  • Ripieno: Nicaragua – 32% Estelli ligero, 25% Condega ligero e 25% Jalapa ligero
  • Forza: Medio alta
  • Costo: € 8.50
  • Importatore: Cigars & Tobacco – Lubinsky

VALUTAZIONE – ECCELLENTE

SIGARO ECCELLENTE