Se vi ricordate mi ero ripromesso, dopo una prima presa di contatto non andata a buon fine, di rifumarlo e confermare e/o modificare le mia prima valutazione. Come è andata a finire? Non come avrei voluto. Intendiamoci è stata una bella fumata ma, certe volte, le cose non vanno come si vorrebbe.

Nella vita capita, è la legge di Murphy. Non si può andare a Las Vegas e gozzovigliare per poi pretendere che al ritorno non ci siano brutte sorprese sulla carta di credito, si deve essere realisti. Ho fumato il fratellino Minutos ed è stato un colpo di fulmine, ho fumato il fratellone e mi ha fatto sognare poi, poi ho fumato lui… il Clasico.

Paradiso-clasicoEsteticamente è meraviglioso e molto appariscente con la sua imponente fascetta dorata ed il DNA “Pepin Garcia” è nettamente percepibile nei sontuosi aromi a crudo di cacao, terra, miele e spezie ma lo è meno nella partenza che trovo lieve, leggermente tostata su base legno e spezie ma quasi priva del “PB” (Pepin Blast) che tanto amo nei suoi blend.

Come ogni buon motore ha bisogno di riscaldarsi e arrivare alla giusta temperatura. Con incedere costante il sigaro comincia a svilupparsi e fortunatamente non riscontro la componente amarognola che tanto strideva nella precedente fumata. Le spezie pian piano prendono il sopravvento, in un’aromaticità del fumo quasi incensata e lui si fa molto dolce al palato e quasi caramellato. Note costanti di cacao completano il sottofondo ma il tutto mi risulta però offuscato, leggermente appannato e molto diverso dal suo fratellino Minuto e fratellone Papagayo.

Ad un certo momento in una sorta di raptus, di euforia strutturale parte per la tangente, in un lampo tutto si intensifica ed il pepato alla “Pepin” emerge in tutta la sua magnificenza assieme e belle note di cioccolato, terra e pelle che ci coccolano un po’ facendosi perdonare la relativamente scarsa tonicità finora dimostrata. Rinvigorito da questa inaspettata “galoppata” mi godo finalmente una fumata sontuosa e mi avvio, mano nella mano con lui, verso il finale di fumata. Un finale dove opulente note di caffè e pepe la fanno da padrone, danzando su un letto di spezie niente male.

Globalmente risulta ricco, bilanciato, cremoso ma trovo non riesca ad eccellere come i suoi fratelli che possiedono delle peculiarità molto più intriganti. Riconfermo la valutazione espressa di 89.

Scheda tecnica

  • Origine: Nicaragua
  • Fabbrica: My Father Cigars S.A.
  • Formato: Robusto – 50 RG x 5?
  • Fascia: Nicaragua
  • Sottofascia: Nicaragua
  • Ripieno: Nicaragua
  • Forza: Media
  • Costo: 7,50€
  • Importatore: Cigars & Tobacco – Lubinsky

VALUTAZIONE – 89 – MOLTO BUONO

SIGARO MOLTO BUONO

Legenda

Buono BUONO (DA 85 a 86/100) – Buon sigaro per una simpatica fumata. Non entra in una rotazione costante nello Humidor.

Molto Buono MOLTO BUONO (Da 87 a 89/100) – Ottimo sigaro, sicuramente da tenere nello Humidor e su cui fare affidamento per una bella fumata. Entra di diritto nei sigari “Go-to” come direbbero gli Americani.

EccellenteECCELLENTE (Da 90 a 94/100) – Sigaro eccellente in cui armonia, esplosione aromatica e gusti sontuosi sono la parola d’ordine. Nel suo DNA vi è sicuramente qualcosa che affascina, appaga e travolge.

WOW FactorWOW Factor (Over 94/100 o per caratteristiche speciali) – Il WOW Factor, qualcosa di indimenticabile e che appaga a tal punto da lasciare un segno indelebile.

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