Parte dry su spezie vagamente dolciastre e una base salata molto particolare. Avverto note agrumate, di limone per la verità e una base solida di note di legno. Il fumo comincia ad addensarsi velocemente e una leggera componente pepata comincia a lavorare in sottofondo. Non è una meraviglia aromatica ma non è nemmeno malaccio anche se questa affermazione ha molto il sapore di un tentativo di giustificare qualcosa. Nel mio caso un acquisto sbagliato.

Questo sigaro incorpora tabacco colombiano, chiamato Ice Mazinga. Viene coltivato in una isolata regione montagnosa del paese vicina alle coste caraibiche e coltivata da 15 anni da un’unica famiglia. Ora il tabacco di “Mazinga Z” nella mia immaginazione potrebbe essere diciamo migliore di quello che sto fumando adesso. Visto il nome che porta non è che pretendo di visitare un’altra galassia sensoriale, ma almeno godermelo sì… niente da fare.

La componente salata e speziata del sigaro prende il sopravvento e comincia a distruggere la fumata, spezie secche e salato non sono il massimo da degustare. La presa per i fondelli comincia dalle recensioni oltre oceano, siamo nel molto buono… ma buono de che? Ma cosa avete al posto delle papille e del naso? Delle protesi? Lasciamo stare…

A complicare ulteriormente la faccenda subentra una componente amarognola che improvvisamente distrugge il già precario equilibrio di questo sigaro nato purtroppo sotto una nefasta luna. Non volersi bene ci può stare ma il masochismo proprio non è il mio forte. Storicamente decido di finirlo anche perché sono sinceramente curioso di sapere fin dove è in grado di spingersi questo sigaro.

Se fossi Pablo Escobar ucciderei tutti coloro che hanno partecipato allo sviluppo di questo blend.

A metà sigaro comincio a scrutarlo pensando alle innumerevoli scuse che potrei addurre per scagliarlo in strada e andare a dormire. Niente da fare ho detto che lo fumo tutto e così sarà… Sigh!

Su un blog leggo : In the second half, the grain and herbal notes moved into the forefront. Each of these two notes alternated in intensity. The sweetness was now dialed back as the lemon and natural tobacco were now secondary. The white pepper was still present, but a little more distant.

Translate for the ignorant… sa di erba con sentori di limone, il tutto marinato nelle acque salate del Mar Morto. Ma cosa ci vuole ad ammetterlo? Improvvisamente mi rendo conto che sono IO a non capire certi meccanismi, non essendo pagato e non avendo sponsor non sono assoggettato a nessun dovere o regola. Ergo sono libero di dire la verità quindi… Non mi vengono nemmeno le parole, le lacrime sì però è anche copiose!

Arrivo finalmente alla parte finale della fumata, sono fuori dal tunnel elelelel del divertimento ohohoooo, sono fuori dal tunnel elelelel del divertimento… Caparezza ti voglio bene e ti capisco.

Magicamente sembra riprendersi e risollevarsi da un baratro agghiacciante ma questo colpo di coda, basato tutto sulla dolcezza non può da solo reggere il peso di una totale disfatta. Le articolazioni infatti cedono sotto un peso insostenibile e lo schianto che ne deriva è la conseguenza naturale delle scarse fondamenta assemblate.

Un blend sbagliato e oserei dire da dimenticare, pensate sia troppo drastico? Hmmm, probabilmente avete ragione ma sarei proprio un pirla a comperarli ancora dopo una simile entusiasmante esperienza. Lascio a voi il masochistico compito… auguri vivissimi.

Detto fatto, sono alla fine del sigaro e ora posso finalmente dimenticare…

Nicaragua

Nicaragua

IL VERDETTO - DEBOLE (UNDERDOG)

DEBOLE

MEDIUM

MEDIUM

RING GAUGE 56

LUNGHEZZA (inch)

MANIFATTURA - FACTORY

STG Estelí

FASCIA - WRAPPER

Honduras (Jamastran Valley)

SOTTOFASCIA - BINDER

Cameroon

RIPIENO - FILLER

Colombia, Brazilian Mata Fina

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