IL SIGARO

Nazione: Costa Rica

Manifattura: Tabacos de Costa Rica SA

Fascia: Brazilian Mata Fina

Sottofascia: Ecuador HVA Seca Mejorada

Ripieno: Perú Hybrid Habano (Seco), Ecuador criollo 98 (Viso), Paraguay Hybrid Habano 2000 (Viso), Dominican criollo 98 (Viso) e Ligero Dominicano HVA Mejorado

Formato: Torpedo

Lunghezza: 6 1/2 inch.

Ring Gauge: 54

Body: Medium to Full

Costo: $15.50

LA BOMBAY TOBAK

Se frequentate questo blog avrete già sentito parlare della Bombay Tobak. Se non lo frequentate mettetevi in ginocchio sui ceci e fate ammenda!

Questa boutique brand viene fondata nel lontano 2014 dall’Americano Mel Shah, di chiare origini indiane. Non proviene da una famiglia di produttori di sigari o coltivatori di tabacco, ma di sicuro possiede spiccate capacità di Marketing.

In breve la sua realtà commerciale conquista il cuore di moltissimi appassionati e un posto di rilievo nella blogosfera oltre oceano (e non).

Tutti i suoi sigari sono prodotti in Costa Rica e a tutti ha donato una chiara impronta estetica indiana, peraltro straordinariamente nuova, bella e di notevole impatto visivo.

Tra tutti sicuramente il recente Gaaja ha un posto di primo piano, oltre ad un blend che a detta di Mel ha richiesto ben 4 anni di ricerche e affinamenti.

Il blend prevede tabacchi veramente speciali e mai utilizzati come il Paraguay Hybrid Habano 2000. Quando mai avete fumato un tabacco del Paraguay? Non serve rispondere.

Ora il mitico Gaaja, con qualche variante nella ricetta come la fascia Brazilian Mata Fina, ha un fratello maduro che è l’oggetto di questa recensione.

LA FUMATA DEL SIGARO

La curiosità mi divora come come un virus, non posso farci nulla. Ho ancora in mente la meravigliosa fumata del Gaaja Connecticut e la novità di questa fascia maduro non fa altro che sovralimentare la mia voglia di fumarlo.

Anzi più che sovralimentazione sembra la spinta dell’Apollo 13 che decolla dalla rampa di lancio del Kennedy Space Center.

Finalmente arriva il suo momento e l’occasione diviene una fumata a tre,

3 sigari = 3 fumatori

e mi sembra una giusta equazione.

Il gruppo è così formato: io lo scriba del gruppo, Giuseppe Stucchi il boss e Davide Mulas, amico oltre che collaboratore del blog. Due amici ma anche due maledetti perchè, lo scoprirò dopo, mi lasceranno l’ingrato compito di annotare le sensazioni in fumata di tutti e tre.

Poco male. 3, 2, 1… comincia il ballo.

All’accensione una bella sorpresa. Parte leggero su note dolci che cercano di emergere dal sottofondo assieme a crema di nocciola, note di legno eleganti e spezie asiatiche. La retroinalazione è ben pepata ma assolutamente equilibrata.

Una bella partenza insomma, su cui poi si innesta una nota di resina delicata e un leggero fondo vegetale anche leggermente balsamico (menta).

Dopo circa un centimetro di cenere il Gaaja maduro si intensifica, il fumo si addensa divenendo vellutato al palato. Un mix atipico di note tostate, incenso e resina che cercano di amalgamarsi e costruire la sua espressività.

Sopraggiungono chiodi di garofano, carruba e cacao e a questo punto parte il viaggio sensoriale che trascende il piacere.
Qualcosa a questo punto cambia, scatta una molla e il sigaro risponde con un’impennata di intensità che spalanca le porte ad un turbinio di note sensoriali.

Percepisco cardamomo, torba, chiodi di garofano, legno, frutta secca e pepe in sottofondo che stuzzica dolcemente, il tutto avvolto in un diffuso e morbido abbraccio dolce.

Si rivela complesso, morbido, elegante e a questo punto Davide, come un novello profeta Zarathustra, elargisce la sua perla di saggezza: “sembra un Rosalones ma più aromatico” e scoppia a ridere.

Davide, sei un menapirla! Ma perchè ti ho invitato per questa fumata? Boh…

In realtà è un vero e proprio paradiso palatale, perchè nel continuo flusso sensoriale sembra arrivino note sempre nuove. Ora mi sembra di assaporare liquirizia Haribo (avete presente le girelle?), cannella, créme brulée, miele e rinnovata resina.

Nella sua evoluzione non si stravolge mai del tutto, non cambia mai drasticamente direzione, piuttosto gioca con i miei sensi rimanendo sempre morbido, bilanciato e discretamente elegante. Goduria.

Dalla metà esatta del sigaro però il mio piccolo mondo incantato e fumoso si stravolge. Arriva la svolta, la vera svolta.
Emergono prepotenti note di cacao e caramello mentre l’intensità fa un balzo felino in avanti. Le spezie passano invece in sottofondo ma continuano a spiccare decise in retroinalazione.

Malgrado Gaaja significhi elefante, questo Gaaja maduro sembra una pantera. Va dosato, davvero dosato nelle boccate però non risulta mai aggressivo e questo è un bene a parte il pepe che ora scoppia nelle mie cavità nasali come fosse un petardo.

La sensazione globale che lascia però è di non completezza, come se non riesca a costruirsi del tutto e si avvia in una fase finale, comune a tutti e tre i sigari provati, che tende a scomporsi e sbilanciarsi.

Ritornano preponderanti la nota balsamica e la liquirizia ma si innesca una nota amaricante troppo sopra le righe. A nulla valgono i miei tentativi di variare la ritmica di fumata.

Comincia a girarmi la testa, accuso la botta nicotinica.

Fortunatamente si riprende e gioca le sue ultime carte sul cacao e sul caramello, contro le spezie e legno amaricante ma le sorti della fumata non si risollevano mai del tutto. Peccato.

Pur non essendo al livello del suo fratello, il Gaaja Connecticut, è pur sempre un’ottima fumata se tralascio il finale. Il confronto però non è corretto perchè sono due sigari veramente diversi. Il primo gioca sulla complessità, mentre il Gaaja maduro gioca tutto sull’estrema dolcezza diffusa e sull’intensità.

Decidete voi cosa gradite di più…

IL VERDETTO

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

THE CIGAR

Country: Costa Rica

Factory: Tabacos de Costa Rica SA

Wrapper: Brazilian Mata Fina

Binder: Ecuador HVA Seca Mejorada

Filler: Perú Hybrid Habano (Seco), Ecuador criollo 98 (Viso), Paraguay Hybrid Habano 2000 (Viso), Dominican criollo 98 (Viso) e Ligero Dominicano HVA Mejorado

Vitola: Torpedo

Length: 6 1/2 inch.

Ring Gauge: 54

Body: Medium to Full

Price: $15.50

THE BOMBAY TOBAK

If you are a reader of this blog surely you have heard about Bombay Tobak. If you are not, kneel on the chickpeas and ask for forgiveness!

This boutique brand was founded in the far 2014 by Mel Shah, an American/Indian businessman. He does not come from a family of cigars maker or tobacco growers, but he certainly has remarkable marketing capabilities.

In short his business reality conquers the heart of many aficionados and a prominent place in the blogosphere beyond the ocean (and here).

All of his cigars are produced in Costa Rica and he gave to all of them an evident Indian aesthetic appearance, which is extraordinarily modern, beautiful and of big visual impact.

Of course the recent Gaaja has a prominent place into his portfolio, in addition to a blend for which Mel spent over 4 years of research and development.

The blend is a truly special gem which incorporate never used tobaccos, like Paraguay Hybrid Habano 2000. Have you ever smoked Paraguayan tobacco?

Now the legendary Gaaja, with some tweaks in the recipe like the Brazilian Mata Fina wrapper, has a maduro brother who is the subject of this review.

SMOKING EXPERIENCE

The curiosity is killing me like a virus, I can not do anything. I still have in my mind the wonderful Gaaja Connecticut smoke and the novelty of this maduro is pumping out my desire to smoke it like a rocket engine.

Indeed more than pumping it seems the takes off of the Apollo 13 from the launch ramp of the Kennedy Space Center.

Finally the right time comes and the opportunity becomes a smoking meeting with three friends,

3 cigars = 3 smokers

and it looks like a fair equation.

The group is well defined: I am the group’s scribe, Giuseppe Stucchi is the boss and Davide Mulas, a friend of us, is a FacciamoPuff’s contributor. Two friends but also two bloody feckers because, I will find out it later, they will leave me alone on writing the smoking experience of all three.

Nevermind. 3, 2, 1… the trip begins.

Right from the gate a nice surprise. The Gaaja start light on sweet notes that try to emerge from the background together with hazelnut cream, elegant wood and Asian spices. The retrohale is well peppered but absolutely balanced.

A beautiful start, on which delicate resin and a slight mint will be add.

After one centimeter of ash the Gaaja maduro intensifies, the smoke becomes thicker and velvety on the palate. An atypical mix of toasted notes, incense and resin that try to merge together and build its expressiveness.

There are also cloves, carob and cocoa, and at this point the sensorial journey that transcends the pleasure begins.
Something changes, a spring snaps and the cigar responds with a jump on intensity that opens the door to a swirl of sensorial notes. I get cardamom, peat, cloves, wood, dried fruits, pepper in the background that gently tingles, all wrapped in a widespread sweet hug.

To be honest it’s a real paradise for the palate, because in the continuous sensorial flow seems to me to always gets new notes. Now I feel like tasting haribo licorice wheels, cinnamon, créme brulée, honey and renewed resin.

In its evolution it never upsets completely, never drastically changes direction. Rather it plays with my senses, always remaining smooth, balanced and discreetly elegant. A real pleasure.

However when the Gaaja reach the exact half of the cigar, my little enchanted and smoky world trembles. The turning point is coming, the real one.

There are overwhelming notes of cocoa and caramel while the intensity makes a jump forward like a feline. The spices however go into the background but continue to decisively emerge on retrohale.

Although Gaaja means elephant, this Gaaja maduro seems a panther. It must be dosed, really dosed in every puff but it’s never aggressive and this is good apart the pepper that now bursts into my nostrils like a petard.

The overall feeling that it leaves is however not complete, like if it’s not be able to built its expressiveness entirely and it starts a final stage, common to all the three cigars smoked, which tends to stumble and to unbalance.

The balsamic notes and the licorice skyrocketed, but a bitter note goes too far above the line. My attempts to change the rhythm of smoking are worthless.

The Nicotine buzz shake my head, I’m feeling drunk.

Luckily the Gaaja rise again and plays its last cards on cocoa and caramel, against spices and bitter wood but the game is on the end. Sin.

Although it’s not at the same level of its brother Gaaja Connecticut it’s still a very good smoke, final apart. However compare the two is not fair because the first plays on complexity, while the Gaaja maduro plays on boldness and on an extreme sweetness.

Decide what you want more…

THE VERDICT

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)
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