Royal Agio Cigars

Balmoral, Balmoral, chi è costui? Ecchecacchio ne sò mi verrebbe da rispondere. Questa semplice constatazione fa vacillare la mia ingenua convinzione di conoscere tutto di tutti del mondo dei sigari. Smacco totale e bagno di umiltà dovuto.

Sarò sincero con voi, avevo sentito parlare dei Balmoral ma non mi sono mai preso la briga di conoscere più a fondo il brand e la Royal Agio Cigars che li produce. Ora è tempo di rimediare alla lacuna, mani sulla tastiera sfruguglio in internet e in breve recupero molte informazioni che mi lasciano davvero sorpreso.

Ad essere sincero ho fumato i sigarilli “Agio”, facilmente reperibili in Italia, ma non avrei mai pensato che dietro simili prodotti ci fosse un’azienda solida che si muove in questo mondo dal 1904. Miseriaccia 111 anni sono davvero un’enormità!

La Royal Agio Cigars, fondata da Jacques Wintermans come A. Wintermans & Zonen, si è evoluta nel tempo ed è divenuta uno dei maggiori player Europei del settore, responsabile della produzione dei Balmoral, dei Mohair’s De Huifkar, dei Panter e sa dio di cosa’altro ancora. Nel 1950 l’azienda cambia nome e diventa Agio, nel 1983 acquisisce i Panter e la Balmoral (origine 1895 c.a.) da Douwe Egberts e apre nel 1990 la sua manifattura nella repubblica dominicana a San Pedro de Macorís.

Ad oggi vanta una ciclopica produzione di circa 750 milioni di sigari, avete capito bene 750 milioni venduti in più di 100 paesi. Siamo al cospetto di un colosso industriale.

Dopo queste pillole di saggezza sigar-popolare passo al sigaro che sto per accendere, il Balmoral…

Añejo XO Petit Robusto FT

Gli Añejo XO pare derivino da una linea a tiratura limitata, gli Añejo 18, caratterizzati da una folgia da fascia Arapiraca Brasiliana invecchiata ben 18 anni. Sembra che questa stessa foglia da fascia adorni anche questi XO, ma non vi è nessuna conferma sul sito web che sia davvero così. Intanto è pur sempre Arapiraca Brasile. Yummi…

La presenza estetica e la manifattura di questo Añejo XO Petit Robusto è davvero di ottimo livello, senza particolari difetti apparenti e la chiusura della testa, che strizza l’occhio alla classica “pigtail”, è magnificamente realizzata e unica nel suo genere. Mai visto una cosa simile… ve lo assicuro. Altra stranezza è la sigla FT, ma cosa diavolo significa? Mah, non sono riuscito a trovare una risposta. Sorry.

Anejo-XO-Petit-Robusto-chiusura-testa

Quasi dispiace recidere la testa e tagliare via questa piccola opera d’arte. A crudo il biglietto da visita dell’Añejo XO Petit Robusto non è niente male. Legno di base, una punta di stallatico, fichi secchi e pinoli. Sento già il mio buon amico Giuseppe che sbraita…tetta di mucca…si dice tetta di mucca. No, questa è diversa e non è così intrigante.

La partenza è notevolmente decisa e tonica, su aromi di terra, lieve cacao e una discreta dose di pepe bianco in retroinalazione. Mi sorprende piacevolmente per certi versi peccato che la permanenza di aromi e sapori sia davvero breve. Non fai in tempo ad assaporarli che già sono svaniti.

Entra una nota speziata pungente davvero strana, quasi di erbe aromatiche, difficile da delineare ma che prende il sopravvento sul resto spostando terra e il lieve cacao in sottofondo. Al momento non è una fumata complessa ma piacevole e discretamente bilanciata. Il pepe comincia a svanire lasciando terreno fertile al cacao che cresce di intensità boccata dopo boccata.

L’invecchiamento dei tabacchi, tanto dichiarato ovunque sul sito, in effetti si manifesta in una accentuata morbidezza complessiva, senza peraltro contribuire molto a mio avviso nella struttura aromatica. Struttura ancorata a note di terra, legno abbastanza elegante, spezie e cacao da cui sembra non volersi allontanare. Basterebbe veramente poco per trasformare letteralmente questo Añejo XO Petit Robusto elevandolo a un livello superiore. Peccato.

Avvicinandomi alla parte centrale le spezie padroneggiano e il pepe torna a sferzare le cavità nasali. Costituisce una texture quasi torbata, piacevole e intensa affiancata da un sottofondo da cui ora emergono note vegetali. Il fumo profuma di spezie gentili come il cardamomo e di sfumature agrumate che mi sorprendono piacevolmente. Al palato una leggera acidità contribuisce a rendere la fumata leggermente diversa e più di soddisfazione.

Stravolta? Non direi, rimane abbastanza in linea con la prima parte. Quello realmente manca a questo sigaro è una finitura che lasci al fumatore il tempo di assaporare e gustare aromi e sapori. Qui devi essere un coguaro per riuscirci ed è un peccato.

Torba e caffè segnano l’ingresso nella parte finale del sigaro, con le spezie che si spostano in sottofondo mentre il pepe scompare nuovamente. Questa è forse la prima vera transizione dagli inizi, il primo deciso cambio di registro e in questa fase esplode anche una discreta dolcezza caramellata di fondo che aumenta il piacere globale.

Trovo che questo finale sia la parte migliore dell’Añejo XO Petit Robusto. Intenso, gustoso ma… porca paletta lascia sempre un’impronta sfuggevole ed effimera. Intendiamoci reputo sia un buon sigaro, ma gli manca qualcosa per arrivare alla vera eccellenza.

Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)
  • Medium full

Ring Gauge

Pollici

MANIFATTURA - FACTORY

Royal Agio Cigars Factory

FASCIA - WRAPPER

Sungrown Arapiraca Brasile

SOTTOFASCIA - BINDER

Olor Rep. Dominicana

RIPIENO - FILLER

Rep. Dominicana, Nicaragua e Brasile

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