Il sigaro

Nazione – country: Rep. Dominicana

Manifattura – factory: Tabacalera A. Fuente y Cia

Fascia – wrapper: Connecticut Broadleaf

Sottofascia – binder: Rep. Dominicana

Ripieno – filler: Rep. Dominicana

Formato – vitola: Corona

Lunghezza – length: 5.5

Ring Gauge: 44

Body: Medium

Euro: 8,50

La fumata

Perchè se un sigaro è un grande classico, presente da tempo immemorabile sul mercato, deve per forza essere destinato all’oblio? Non ci credete? Provate a cercare nel web recensioni di questo sigaro le cui origini risalgono a prima del 2000. Vi risparmio la fatica, non troverete una minchia di niente o quasi e questo mi manda in bestia.

Le risposte a questa anomalia sono molteplici e valide tanto quanto l’aderenza delle unghie di un gatto su una superfice vetrata verticale. Le due più gettonate, specialmente oltre oceano, sono:

A – ho aperto il sito web a tema sigari recentemente, e questi non sono più una novità da considerare. Ma che cazzo vuol dire? Hai il cervello a senso unico? Non è che ci vuole una laurea all’MIT per andare da un tabaccaio e acquistarli. Se la finalità del sito è diffondere informazione sui sigari (cultura è una parola grossa e spesso utilizzata fuori luogo) allora perchè non farlo realmente? Migliaia se non milioni di persone nel mondo li fumano, quindi perchè non regalare loro qualche contenuto interessante? Sento l’eco nel vuoto abissale della sua scatola cranica, il trionfo della non comunicazione.

B – i consumatori sono sempre dietro alle ultime novità, non posso cambiare la situazione cerco solo di cavalcare l’onda con le recensioni e le classifiche di fine anno. Simile alla precedente ma a mio parere ancora più esilarante. La lobotomizzazione della comunicazione, serva e schiava di inutili minchiate. A questo punto varrebbe la pena lasciare a loro, ai consumatori, la gestione del sito e dei suoi contenuti, tanto cosa cambia? A discolpa posso affermare che l’affermazione è per certi versi vera, ma è altrettanto vero che se mai si fornirà ai consumatori spunti alternativi alle novità fumose, probabilmente mai a questi verrà in mente di fumare sigari considerati vetusti, old e fuori moda.

Entrambe le versioni sembrano uscite dal mitico film “Il senso della vita” dei Monty Pyton – se non lo hai mai visto colma la lacuna – ma in entrambi i casi a pagarne le spese sono sigari che invece meriterebbero ben altra notorietà.

Sfogo finito. Hmmmm, ok, alle volte sono una zitella acida con le mestruazioni ma ogni tanto devo pur sfogarmi, se no mi schioppano le arterie e poi a ognuno il suo ruolo. Io scrivo, qualcuno legge e se quello che si legge non piace beh… andate altrove, che so su Cigar Journal o Cigar Aficionado o su qualunque altro blog che piaccia.

All’unico lettore che probabilmente è rimasto dò invece il benvenuto e un caloroso abbraccio. Bravo, hai superato la prova e sei un consumatore attento pertanto ti voglio raccontare questa recensione. A te e solo a te.

L’anzianotto Ashton Aged Maduro No.20 (corona) non è certo sexy, non è una modella di colore di Penthouse. Ha un aspetto opaco e rugoso come la faccia di un veguero dopo 50 anni spesi a coltivare tabacco sotto il sole caraibico. Poco male, non devo amoreggiare ma fumare e le premesse non sono affatto male: cacao, fieno e spezie vanno a braccetto con intensi aromi di pelle e torba dal piede del sigaro.

Il braciere si forma in un attimo e dalle prime boccate capisco di che pasta è fatto e il perchè sia ancora in produzione. Si rivela morbido e adagiato su una dolcezza diffusa, caramellata e fruttata, con un tocco speziato e lievemente affumicato. Delizia e mette a proprio agio.

Un pacioccone perfettamente gestibile e interpretabile a cui non manca comunque una certa dose di mascolinità data dal pepe nero, agli inizi poco invadente ma che acquista intensità a una velocità notevole.

Una volta raggiunta la velocità di crociera si innesta un effetto “whiskey” torbato in sottofondo parallelamente ad una cremosità crescente, mentre la dolcezza fruttata acquista sfumature agrumate.

Delizioso, morbido e cremoso. Non è pazzescamente articolato ne complesso ma ha un’ottima struttura di base, ben bilanciata e gradevolissima.

Mentre scrivo avverto un sapore che a me ricorda l’ananas candito e sorrido felice mentre il fumo quasi masticabile mi riempie la bocca. Ecco alle volte non serve nemmeno confrontarsi con rompicapo aromatici per divertirsi, basta rilassarsi e assaporare quello che ci viene regalato, come in questo caso.

Verso la parte centrale il pepe quasi scompare e lascia libero arbitrio alla cremosità e al cacao mentre note di legno eleganti, terra, resina e affumicato si stemperano nel sottofondo. Questa parte della fumata non va appunto letta alla luce della complessità, ma a quella dell’equilibrio di aromi e sapori, che morbidamente amalgamati mi coccolano e deliziano i sensi.

Uno “Yin e Yang” sensoriale rilassante, un puzzle dove è facile individuare e posizionare ogni tassello. Indubbiamente un sigaro controcorrente e fuori moda se considero il trend imperante. Niente frantuma-menischi qui, solo godimento alla portata di tutti ed è questo, forse, il suo migliore pregio.

Nel finale torna decisissimo il pepe nero e la dolcezza fruttata e agrumata si sposta, meno marcata di prima, in sottofondo conservando la sua punta acidula che stimola la salivazione. Mi ritrovo al cospetto di un trionfo di crème brulée e cioccolato che tale resta fino al commiato.

A fine giochi, ancora deliziato dalla discreta permanenza post fumata, non posso fare a meno di pensare a quanto sia soddisfatto e appagato. Meglio di questo c’è solo il vincere a RisiKo in 3 mosse e non pagare così il dazio di una serata trita maroni.

Gran bel corona davvero e a te lettore che sei arrivato in fondo alla recensione consiglio vivamente di provarlo.

Il verdetto

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

The smoke

Why if a cigar is an old time classic, on the market for a long time, it necessarily must be destined to oblivion? Don’t you believe me? Try to search on the web reviews of this cigar whose origins date back before 2000. I’ll save your time, you will not find a fucking anything or almost anything, and this makes me upset.

The answers to this anomaly are some and valid as much as the grip of the cat’s claws on a vertical glazed surface. The two most popular, especially overseas, are:

A – I opened the cigar’s website recently, and these are no longer a novelty to consider. What the fuck does that mean? Do you have a one way brain ? You don’t need to be MIT graduate to buy them from a tobacconist. If the purpose of the site is to spread cigar’s information (culture is a big word and often used out of place) why don’t do it really? Thousands if not millions of people around the world smoke these, why don’t give them some interesting contents? I hear the echo in the head’s emptiness, the triumph of non-communication.

B – consumers are always behind the latest new cigars, I can not change that, I’m just trying to ride the wave on reviews and rankings. Similar to the previous one but in my opinion even more hilarious. The lobotomized communication, servant and slave of useless bullshit. At this point why don’t leave the management of the website and its contents to consumers, what would change? To be honest this statement is somewhat true, but it is equally true that if we never provide alternative ideas to consumers except smoky novelty, these will probably never think to smoke cigars considered antiquated, old and out of fashion.

Both versions seem to come from the legendary Monty Python’s film “The meaning of life” – if you have not ever seen it fill the gap – but in both cases to pay the expenses are cigars that instead deserve another notoriety.

Rant over. Hmmmm, ok, sometimes I’m like a sour old maid with menstruation but I cannot fix it, otherwise my arteries explode. If you don’t feel comfortable, dear reader, you can always read something else, like Cigar Journal or Cigar Aficionado or any other blog you like.

To the only reader who probably remained I give my welcome and a warm hug. Good boy/girl, you’ve passed the test therefore I want to dedicate you this review. To you and only to you.

The old Ashton Aged Maduro No.20 (corona) is certainly not sexy, it’s not a Penthouse model. It has a dull and wrinkled wrapper as the face of a Veguero after 50 years spent to grow tobacco under the Caribbean sun. Never mind, it’s not my wife I just need to smoke it and the premises are not bad at all: cocoa, hay and spices go hand in hand with intense aromas of leather and peat from the foot of the cigar.

In an instant the brazier is formed and from the first puffs I clearly understand why it is still in production. It is smooth and builded on a widespread sweetness, caramelized and fruity, with a spicy and slightly smoky touch. Delicious.

A perfectly manageable and interpretable easy smoke to which doesn’t lack a certain amount of masculinity given by black pepper, early unobtrusive but acquires intensity at a remarkable speed.

When the Aged Maduro reach the cruising speed unleash a “whiskey” peat effect in the background, together with an increasing creaminess while the fruity sweetness acquire citrus hints.

Delicious, smooth and creamy. It’s not insanely complex but has a good basic structure, it’s well balanced and pleasant.

While I’m writing I’m getting a flavor that reminds me candied pineapple and a huge smile appear on my face while the smoke become nearly chewable and fills my mouth. Sometimes it’s not mandatory to deal on aromatic puzzle to have fun, it’s enough to relax and enjoy what is given, as in this case.

Towards the middle of my journey pepper almost disappears and leaves free space to creaminess and cocoa while elegant wood notes, earth, resin and toasted hint spreads in the background. This halfway point should not be read under the radar of complexity, but under the balance of aromas and tastes, which smoothly blended cuddle and delight my senses.

A “Yin and Yang” sensorial relaxation, a puzzle in which you can easily identify and place each piece. Undoubtedly a countercurrent cigar considering modern trends. No shatters-bones here, just enjoyment for everyone and this is, perhaps, the best thing about this Aged Maduro.

In the final returns black pepper and fruity sweetness and citrus moves, less marked than before, in the background keeping its sour tip that stimulates salivation. An opulent triumph of crème brulée and chocolate that remains until the farewell.

At the end of the game, still delighted by the quite long finish, I can not help but think of how I’m happy and satisfied. Better than this I can only win at RisiKo in 3 moves and don’t pay the tax of a “shatters-chestnuts” evening.

A great corona and I highly recommend you, dear reader that arrive at the end of the review, to try it.

The verdict

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

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