Il 2015 è stato un anno molto speciale per la Arturo Fuente, un anno con una doppia ricorrenza. Carlos Fuente Sr, il patriarca, compiva 80 anni ma si celebrava anche il 40mo anniversario dei sigari Don Carlos nati nel lontano 1976.

Non potevano lasciarsi sfuggire una simile occasione, infatti per celebrare degnamente la Fuente rilasciò addirittura due edizioni limitate sotto il cappello Don Carlos. Entrambe dicono siano state sviluppate sul blend personale di Fuente Sr., ma non ho elementi per avvalorare o smentire la cosa. Una di queste EL è la celebre Eye of the Shark, caratterizzata dall’essere un Torpedo metà box-pressed e metà rotondo, l’altra è il Don Carlos Personal Reserve Robusto oggetto di questa recensione.

Per la verità non è la prima volta che viene utilizzato il blend personale di Fuente Sr, anzi sembra quasi che quando non abbiano alternative tirino fuori dal cappello questo jolly e se lo giochino a carte.

Come spesso accade con la Arturo Fuente anche per i Don Carlos Personal Reserve sembra scatti una sorta di omertà, o forse è solo marketing, ma in ogni caso i dettagli del blend non sono divulgati e non sono divulgate nemmeno eventuali differenze fra questo e l’Eye of the Shark. Quello che trapela è il fatto che il blend sembra sia una versione rivisitata di quello personale di Carlos Fuente Sr., il patriarca. Sti cazzi…

Nel marketing veicolare un prodotto su queste basi alza inevitabilmente l’asticella delle aspettative. Ragioniamo… se avessero detto che era il blend personale di “Teomondo Scrofalo” a chiunque di noi sarebbero subito venute in mente due domande o dubbi:
1 ma chi cazz’è sto qui?
2 magari non ne capisce una fava di tabacchi e di blend
Ragionevole non vi pare?

Invece in questo caso si sta veicolando un nome illustre e ben conosciuto, colui che ha creato una gigantesca realtà imprenditoriale che fa parte del gotha indiscusso della SUPER super eccellenza, della stra stra qualità, insomma una figura quasi mitologica come una divinità dell’Olimpo per cui gli “stra” si sprecano. Ergo le aspettative si innalzano verso vette degne della catena Himalayana, ma nel 99% dei casi vengono inesorabilmente disattese. La legge di Murphy insegna… ma speriamo non sia così!

Uuuuuuffffff. Prendo fiato, la spataffiata iniziale è finita e mi sono anche dilungato troppo, è il momento di tornare al Don Carlos Personal Reserve Robusto e di accenderlo.

Dall’accensione si assesta subito su una notevole eleganza e delicatezza di aromi, su note dolci e speziate, di legno nobile e su una decisa componente agrumata davvero evidente mentre al naso pepe deciso e una sfumatura affumicata. Tutto onestamente concorre da subito a creare un’esperienza unica, morbida, avvolgente e davvero piacevole. Comincio a rincuorarmi perchè del resto da questo blend mi aspettavo qualcosa del genere.

Boccata dopo boccata il fumo si addensa ed emerge una certa cremosità di fondo che in cuor mio spero si enfatizzi ai massimi livelli. La piacevolezza globale che questo sigaro regala, unita ad una straordinaria eleganza rende questo Reserva Don Carlos un qualcosa sicuramente meritevole di essere fumato ma anche adatto alla celebrazione di qualcosa di speciale, non certo una semplice pausa pranzo come la mia. Insomma piadina, birretta e Don Carlos non fanno esattamente un quadro “fico” e degno del suo regale DNA.

Poco male… del resto non sono esattamente il prototipo del fumatore da salotti eleganti e smoking!

Dalla parte centrale fino alla fine della fumata la cremosità del sigaro e la sua caratteristica dominante, che va a braccetto però con la nota agrumata sempre più evidente e marcata tanto da sbilanciare la fumata anche se non a livelli irreparabili. Ma cacchio è un sigaro o una spremuta? Mah. In sottofondo una base elegante di note di legno e sfumature affumicate e su questa falsa riga procede “graniticamente” fino alla fine.

Una fumata che indubbiamente coccola e riesce a mettere a proprio agio chi fuma, non impegna ne richiede particolari attenzioni rivelandosi un ottimo compagno di relax per quei momenti in cui si ha solo voglia di staccare la spina e godere. Peccato però che a mio avviso si riveli troppo lineare, eccetto per un guizzo terroso e mascolino verso la fine, con giochi sensoriali poco accennati che globalmente non rendono giustizia al personaggio Don Carlos e alla fine lascia una certa sensazione di incompletezza. Ricordate l’asticella delle aspettative?

Mi sorge un dubbio… magari amava proprio questa tipologia di fumate! Hmmmm, voglio sperare di no.

Rep-Dominicana

Rep. Dominicana

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

MOLTO BUONO

MEDIUM

MEDIUM

RING GAUGE 50

LUNGHEZZA (inch)

MANIFATTURA - FACTORY

Tabacalera A.Fuente y Cia

FASCIA - WRAPPER

Cameroon

SOTTOFASCIA - BINDER

Rep. Dominicana

RIPIENO - FILLER

Rep. Dominicana

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