Vivo a Palermo, città che conta ancora pochi amatoridi sigari caraibici, un po’ per mancanza di tradizione, un po’ per la concorrenza dei prodotti nostrani. Anche per questo ho maturato l’idea di condividere la mia passione, sperando di essere d’aiuto a chi mi legge per scegliere e capire questi splendidi manufatti. E chissà, magari contribuire ad accrescere il numero di neofiti. Alessio Rizzo

Collaboratore, Facebook

Oggi, dopo una lunga attesa, posso finalmente provare il sigaro che tanto ha fatto parlare di se.

Innanzi tutto perchè è il primo sigaro ad aver volato nella stratosfera, e finora l’unico che io sappia.

La mossa pubblicitaria, per molti versi indovinata, è stata voluta dai suoi creatori, e realizzata nel 2013, dal 59° piano di un hotel di Las Vegas. Legati ad un pallone e chiusi in una scatola trasparente, le cinque vitole della linea Mundial hanno raggiunto i 110000 piedi per poi ricadere in mezzo al deserto del Nevada.

Ad accrescere la curiosità attorno a questa linea, ha contribuito anche la difficoltà, gli intoppi, la lunghissima conservazione e la relativa limitata disponibilità del tabacco impiegato per la sua realizzazione.

Ma veniamo all’esemplare che sto ruotando tra le dita. Realizzato con tabacchi misti dell’Honduras e Nicaragua, invecchiati fino a 6 anni, lo esamino ed è inevitabile accorgersi della perfetta costruzione, la foglia esterna liscia senza venature. Mi dico: ennesimo caso di sigaro che rispecchia la visione della alta produzione extracubana, qualità altissima delle foglie e costruzione impeccabile.

Appena acceso, il piede ristretto costringe a qualche forzatura sul tiraggio, ma appena la combustione supera la strozzatura, essa diventa ottimale e così rimarrà per tutta la fumata.

Sin da subito ho difficoltà nel riconoscere i singoli aromi. Riconosco note miste di fieno e terra nella prima metà. Nella bocca vengo pervaso da un mix di sapori, che come dicevo prima mi confondono, ma si tratta di una confusione per nulla affatto negativa. Anzi rende il sigaro più misterioso e interessante.

Probabilmente si tratta di uno dei sigari più complessi che io abbia fumato.

Superata la metà, gli aromi si arricchiscono di note piccanti e di una nota amara che andrà rafforzandosi fino alla fine. Sempre da questo punto comincia a farsi sentire la forza del sigaro, tanto costringermi a rallentare la fumata per l’elevata “botta” nicotinica.

Complessivamente lo ritengo un sigaro molto buono, ma per il mio gusto personale, avrei apprezzato una maggiore eleganza. Il prezzo, poi, non lo aiuta a conquistare un maggior numero di estimatori, rispetto a quanto il suo potenziale avrebbero potuto consentirgli.

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

IL VERDETTO - MOLTO BUONO (VERY GOOD)

Nazione: Honduras


By: Alec Bradley


Manifattura: Fábrica de Tabacos Raíces Cubanas S. de R.L.


Fascia: Trojes Honduras


Sottofascia: Honduras


Ripieno: Honduras e Nicaragua


Formato: 52 x 5 1/8 – Figurado


Body: Medium


Euro: 13,50