Alan Rubin, fondatore della Alec Bradley, affermava: “La linea American è la mia idea di una linea di ‘ritorno’ al passato. Alcuni anni fa sono stato in grado di ottenere un piccolo campionario di sigari degli anni ’50 fabbricati negli Stati Uniti e contenenti tabacco cubano. I sapori erano puliti, semplici e di gran soddisfazione. Quando li fumavo riuscivo quasi a immaginare me stesso assieme ad altre persone comodamente seduti in una sala riunioni negli anni ’50, in abiti consoni e fedora, fumando sigari e brindando a un ipotetico accordo. Questo mi ha ispirato a creare una linea che rendesse omaggio a tempi passati meno complicati, insomma volevo un buon sigaro a un prezzo modesto con un tocco di Americana nella fascetta”.

Detto nella sua lingua: “A good cigar at a modest price with a touch of Americana in the band art”. Che dire? Potrebbe essere la mia fumata ideale!

Per questi ed altri motivi ne sono stato da sempre affascinato e quando fumai l’American Sun Grown Blend Robusto ne rimasi talmente colpito che scrissi la recensione in stile Boardwalk Empire. Hmmm, vedo un punto interrogativo sul volto di molti di voi… vi chiedete ma cos’è Boardwalk Empire? Presto detto, è una serie televisiva bellissima e ambientata nel periodo del proibizionismo. Se non l’avete mai vista avete ora l’occasione per rimediare…

A quei tempi i sigari non erano prodotti per sviluppare complessità e/o evoluzioni pazzesche, dovevano soddisfare e generare piacere con una discreta presenza di corpo, serviva quello che ai tempi chiamavano “progressive flavor”, niente di più niente di meno. In effetti il Robusto rispecchia in pieno questa filosofia aggiungendo però anche un tocco di modernità e varietà, un’eccellenza a basso costo insomma che però non ho pienamente riscontrato nel formato Corona.

Intendiamoci è un Corona economico ma di soddisfazione, con un ingresso di fumata deciso e intenso dove predominano ricche spezie dolci su una base classica di note di terra e legno, con un accenno di tostatura. Su queste connotazioni praticamente si svolge l’intera fumata, peraltro rispecchiando in pieno la filosofia produttiva ma gli manca quello “zic” emozionale (presente nel robusto) necessario per non annoiarsi fumando.

Nella parte centrale peraltro le spezie si attenuano e allora, solo allora, emergono più intense le note di caffè, terra e tostatura che mi accompagneranno fino alla fine della fumata. La recensione è tutta qui perchè realmente non c’è molto altro da raccontare. Si rivela un sigaro abbastanza lineare, monocorde che ovviamente gioca tutte le sue carte sull’ispessimento della fumata più che sulle transizioni praticamente nulle o comunque poco avvertibili.

Ma questo già me lo aspettavo e di per sè non costituirebbe nemmeno un problema se non fosse per la sua incapacità di emozionare. Attenzione non pretendevo mi suscitasse esclamazioni di stupore ma nemmeno apatia o noia. Pur non brillando per complessità risulta comunque una fumata bilanciata e godibile e queste sono a tutti gli effetti le sue migliori qualità.

Le mie aspettative sono state disattese? Nì. Probabilmente ho approcciato questo sigaro su un’aspettativa sbagliata o comunque non perfettamente tarata su un prodotto che rimane, a mio avviso, valido per attività all’aria aperta e per non svuotare il proprio portafoglio.

Nicaragua

Nicaragua

IL VERDETTO - BUONO (GOOD)

BUONO

MEDIUM

MEDIUM

RING GAUGE 42

LUNGHEZZA (inch)

MANIFATTURA - FACTORY

Plasencia Cigars S.A.

FASCIA - WRAPPER

Nicaragua Sun-Grown Habano

SOTTOFASCIA - BINDER

Nicaragua Jalapa

RIPIENO - FILLER

Nicaragua Condega & Estelì

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