Della Aging Room Cigars di Rafael Nodal ne ho parlato lo scorso anno durante la recensione dell’F55 Espressivo, ma per coloro che se la fossero persa ne riassumo le peculiarità salienti.

Dietro il concetto di “Aging Room” vi è lo sviluppo di linee di sigari molto particolari, perchè utilizzano partite di tabacchi non sufficienti a grossi lotti produttivi. Sono a tutti gli effetti “small batch releases”, ovvero a produzione limitata, e tutte sono confezionate presso la manifattura Tabacalera Palma di Jochi Blanco, nella Repubblica Dominicana, polo produttivo di altissimo livello.

La linea Quattro F55 si differenzia dalle altre per l’essere box-pressed (da cui il nome Quattro che indica i lati) mentre la seconda è la foglia da fascia Sumatra che si narra sia stata acquistata dallo stesso Nodal presso una manifattura Europea di sigari “machine-made” fallita. La sigla F55 fa invece riferimento alla data di finalizzazione del blend, F sta per febbraio mentre 55 è il 55° giorno dell’anno quindi la data è il 24 febbraio.

Spigolature da settimana enigmistica finite. Servono a qualcosa? Beh, forse no, ma volevo fare il saputo pertanto ve le siete sciroppate comunque. Non ho resistito alla tentazione!

Uno a zero palla al centro.

Questa linea segue inequivocabilmente il filone musicale tanto caro a Rafael Nodal e questo churchill porta un nome alquanto evocativo: Concerto. Un concerto, un’opera polifonica il cui spartito lo si comincia ad apprezzare fin dalla disamina da spento, dove spezie dolci, pelle, frutta e caffè al piede fanno da contraltare alla carruba, pepe e spezie nelle prime boccate a crudo.

All’accensione però rivela le sue reali qualità. Mi ritrovo ad entrare elettrizzato nel foyer del Teatro alla Scala di Milano, per un’opera prima le cui note già aleggiano nell’aria. Un pepe bianco frizzantino percepibile al naso, diverso dalla classica botta Nicaraguense, caffè e spezie esotiche. Tutto trasuda armonia, eleganza e una discreta classe.

n.d.r. – Io amo i box-pressed e ogni volta che ne fumo uno fatico a comprendere come possano esistere detrattori di simili foggie.

Il pepe e le spezie a tutti gli effetti giocano, agli inizi, un ruolo primario assieme ad una discreta cremosità di fondo ma è la sensazione al palato, simile allo sgranocchiarsi dei chicchi di caffè, che più mi sorprende. Vi assicuro che nel fumo questo sigaro trasmette una “fisicità” che è tutta da provare.

Quello che amo del formato churchill è il loro ampio spazio di manovra, sia in varietà che in evoluzione, dovuto alla loro lunghezza ma lo fanno normalmente con una lentezza per me esasperante. Lo so sono figlio dei tempi moderni e dei ritmi stressanti della vita odierna, in effetti prediligo il concetto di “tutto e subito” su lunghezze inferiori, ma li riesco comunque ad apprezzare per le loro caratteristiche.

Fedele a quanto scritto sopra la prima parte della fumata si assesta su quanto prima raccontato, intendiamoci è ok per un sigaro di questa lunghezza ed io posso tranquillamente aspettare ancora.

Non vi sono grosse variazioni eccetto una percepibile crescita della cremosità e del caffè. Non è realmente quello che io definisco “zampirone aromatico”, ma è davvero piacevole ed elegante in fumata. Il livello di godimento che regala è davvero notevole perfino nel pepe che continua a lavorare deciso in retroinalazione ma risulta più morbido della partenza.

Nella parte centrale il ritmo della musica diviene più intenso e mi lascio trasportare dal melodico abbraccio sempre caffeinico e pepato ma con una nuova nota agrumata e un rafforzato effetto bourbon grazie ad un ulteriore “zic” terroso.

Non perde mai la sua elegante morbidezza e devo ammettere comincia finalmente ad avvicinarsi allo stato di bombetta aromatica. In sottofondo assieme alle spezie, che permangono a lungo al palato, arriva una sfumatura quasi caramellata e zuccherina.

Ora la fumata mi acchiappa davvero un sacco.

La costruzione è impeccabile, cosa peraltro scontata a mio avviso, con un braciere perfettamente regolare. Tabacalera Palma vi adoro!

Zucchero e Carruba sono ora le note più avvertibili mentre la dolcezza speziata continua a deliziare il palato. Allo stesso tempo il caffè sfuma verso il cacao in una sorta di permutazione libidinosa e si innesca una decisa crescita di intensità di corpo.

Meraviglia delle meraviglie, sono nel regno del cacao, cacao e ancora cacao!

Su questa falsariga, sempre cullandomi su morbidissime note aromatiche, il Concerto si avvia alla sua fase finale contrassegnata dall’ingresso di scorza di arancio che, fondendosi mirabilmente con l’onnipresente cacao, e grazie alle sue sfumature candite tramuta il sigaro in qualcosa che vorrei masticare invece di fumare. Sigh.

Il pepe torna in auge, decisamente più persistente degli inizi e prima del commiato finale il sigaro snocciola anche nuove note di caramello e anice.

Devo ammettere che malgrado la lentezza delle sue trasformazioni è un sigaro davvero eccellente e gustoso, potente nel finale anche se si carica talmente tanto dei residui di combustione che lo devo abbandonare nel posacenere prima del tempo. Peccato veniale e dovuto in gran parte alla lunghezza del formato ma che nulla toglie alla qualità globale della fumata.

EN REVIEW

This line follows the musical passion of Rafael Nodal and the name of this churchill clearly show it: Concerto. A concert, a polyphonic opera whose score you’ll begin to appreciate since the pre-light draw, where sweet spices, leather, fruit and coffee to the foot are in contrast with carob, pepper and spices.

When you light it its real qualities come out. Excited I enter into the foyer of the Scala Theatre in Milan, to watch an opera whose notes already hovering in the air. A sparkling white pepper at the nose, totally different from the Nicaraguan whack, coffee and exotic spices. Everything exudes harmony, elegance and a discreet class.

n.d.r. – I love box-pressed cigars and I struggle to understand how there may be detractors of similar shape.

Pepper and spices play, in the beginning, a leading role together above a discreet creaminess but it’s the mouth that magic happen. It’s like to chew coffee beans, I can assure you that this cigar transmits an unbelievable “physicality”.

What I love in the churchill size is the huge space for maneuver, both in variety and evolution due to their length, but they normally do it with a maddening slowness. I know I am a modern smoker accustomed to the stressful rhythm of life today, in fact I prefer the concept of “all now” on shorter lengths, but I can still appreciate them for their features.

There are no huge changes except a perceptible growth of creaminess and coffee. This Concerto isn’t really what I call “flavor bomb” now, but it is a nice and elegant smoke. The goodness that it gives me is truly remarkable even in the pepper note which continues to work hard on retrohale but is smoother than before.

In the middle part the rhythm of the music becomes more intense and I let myself be carried away by the melodic hug, always strong on coffee and pepper but with a new citrus note and a bourbon effect on the background thanks to an additional earthy nouance.

It never loses its smothness and elegance, and it begins to reach the status of flavor bomb. In the background along with the spices, which lingers long on the palate, comes an almost caramelized and sweet nouance.

Now I really love this cigar.

The construction is impeccable with a perfectly regular burning line. I love you Tabacalera Palma!

Sugar and carob are now the most noticeable notes while the spicy sweetness continues to delight the palate. At the same time the coffee fades into cocoa in a kind of gorgeous permutation and triggers a strong growth of body strength.

Wonder of wonders, I’m in the realm of cocoa, cocoa and even cocoa!

Along these lines, always cradled on smooth notes, the concert is coming to its final part marked by the entry of orange peel that wonderfully merge with the ubiquitous cocoa and, thanks to candied nuances, turns the cigar into something that I would like chewing instead of smoking. Sigh.

Pepper back in vogue, much more persistent from the beginning and before the final farewell, the cigar rattles off new caramel and anise shades also.

I must admit that, despite the slow transformation, is an excellent and tasty cigar. Powerful in the end even if it collect so much residue that I have to leave it in the ashtray ahead of time. Venial sin and largely due to the length of the format without detract the overall quality of the smoke.

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

IL VERDETTO - ECCELLENTE (EXCELLENT)

Best Buy

Nazione: Rep. Dominicana


By: Boutique Blends Cigars


Manifattura: Tabacalera Palma


Fascia: Sumatra 2003


Sottofascia: Rep. Dominicana


Ripieno: Rep. Dominicana


Formato: 50 x 7 – Churchill


Body: Medium full


Euro: 8,50

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