PLASENCIA Alma Fuerte Sixto II

Serial Cigars smoker & WordPress Junkie. When I’m not surfing on social media I’m smoking tons of cigars coz I’ve just ONE bad habit! RASCAL inside. Andrea Zambiasi

Founder of, Facciamo Puff

Un vecchio adagio recita: “il mondo è bello perchè è vario”, a significare che la varietà, l’originalità, la novità, fa apprezzare di più le cose. Una verità sacrosanta.

Alcuni “menapirla” però, come spesso accade, convinti di essere simpatici e brillanti (invece possiedono solamente un’overdose di ironia spicciola) storpiano questa briciola di verità in: “il mondo è bello perchè è avariato”. Che per carità è anche vero e ci può anche stare ma ne snatura il vero significato. Lasciamo perdere…

Nel mondo dei sigari la varietà e l’originalità, caratteristiche che lo rendono di fatto bello e interessante, hanno le sembianze di fascette, foggie strane, fasce bicolori e misure fuori dell’ordinario.

Se parliamo di fogge originali il premio spetterebbe di diritto agli storici Alec Bradley Trilogy di foggia triangolare, ma non essendo più prodotti il premio lo consegno invece ai Plasencia Alma Fuerte Sixto II esagonali.

Sì, avete capito bene, un sigaro esagonale.

In geometria la forma esagonale è considerata una forma perfetta e gli esagoni regolari si possono unire per ricoprire porzioni di piano senza lasciare spazi vuoti. Non a caso le api costruiscono le cellette del favo dell’alveare di forma esagonale.

Noi però non siamo api e non dovendo nemmeno costruire favi cosa ce ne facciamo di un sigaro esagonale?

Boh, io non devo impilarli quindi non so cosa rispondere. Posso però formulare una domanda, quanti possono affermare di aver fumato un sigaro esagonale? La risposta? Pochi, ovvero coloro che hanno acceso un Sixto II.

Che dire…FICO!

Per la verità non è che sia proprio proprio esagonale, la foggia è appena accennata e quasi non si nota. Ok, ok, sto cercando il pelo nell’uovo ora smetto.

Sulla genesi progettuale dei Plasencia Alma Fuerte ne ho ampiamente parlato in occasione della recensione dei Nestor IV quindi non mi dilungo. Se non l’avete ancora letta ecco una meravigliosa occasione per colmare questa lacuna, del resto non ho proprio intenzione di raccontarvela.

A crudo questo gigantone esagonale odora di tetta di mucca (n.d.r. – pelle, stallatico, terra), di Génépy e menta. Lo so che suona strano rileggendo ma sono le mie percezioni e devo ammettere che mi sta venendo una gran voglia di accenderlo.

Detto fatto. Abbrustolisco il piede dell’Alma Fuerte Sixto II e prendo le prime copiose boccate.

La prima sensazione è che sia un morbido pacioccone, poco invadente e dall’intrigante duplice anima. Quella maschia e selvatica, su note di pelle e pepe in retroinalazione, e quella femminile su note dolci e di spezie.

Psssss… te lo dico sottovoce: ci sento proprio Génépy e menta!

Mentre il pepe stimola elegantemente le cavità nasali il fumo diventa quasi masticabile, avverto i primi cambiamenti e il lavoro sommesso che il Sixto II sta facendo per strutturarsi.

La nota tostata in sottofondo viene controbilanciata dalla costante crescita di una dolcezza alla nocciola e alla mandorla che lascerà poi il posto alla cremosità anzi alla crema di latte.

Un signor sigaro leggero ma dal carattere forte e deciso, che non prevarica ma asseconda il fumatore e dotato, tra le altre cose, di un tiraggio perfetto.

Il comparto spezie è semplicemente fantastico, complesso, bilanciato ed è un vero piacere trattenere il fumo in bocca, specialmente grandi boccate di fumo, che mi permettono di assaporare a lungo quanto ha da regalarmi.

Non bisogna essere parsimoniosi con questo sigaro, via libera a boccate da pompa idrovora!

L’intensità cresce costantemente e il Sixto II si struttura su una base di legno nobile, bacche alpine e una leggera nota amaricante che bilancia la dolcezza.

Avverto anche una nota tostata ma il gioco sensoriale è tutto sul contrasto tra la dolcezza e le spezie, un gioco morbido e elegante, sottile forse ma se si presta la dovuta attenzione è davvero piacevole.

Lentamente comincia a virare sul caffè e su un effetto caramellato che diventano in breve dominanti, mentre la dolcezza e le spezie si affievoliscono. Si invertono le parti e questa sua evoluzione mi sorprende complice il fatto che la fumata è sempre più intensa, BOLD direbbero gli Americani.

Verso il finale l’Alma Fuerte Sixto II si sbilancia leggermente su note amaricanti che un po’ mi infastidiscono, ma basta alleggerire le boccate ed ecco che si ripristina l’equilibrio che tanto apprezzo.

Torna ad essere delicato, bilanciato e dolce.

Il commiato stranamente avviene su note decise di caffè e nocciola ma con una dolcezza davvero sorprendente e una lunga permanenza post fumata.

Un gigantone sicuramente intrigante, di indubbia qualità ma per il biglietto che si deve pagare forse Nestor Plasencia Jr. poteva mettere in campo un prodotto di ben più alto livello.

In the cigar’s world the variety and originality, which make it so beautiful and interesting, have the appearance of bands, unusual shapes, two-tone wrappers and sizes beyond the ordinary.

If we are talking about unusual shapes, the prize should be legally give to the historic Alec Bradley Trilogy with its triangular shape, but because they are no longer in production I assign the prize to the Plasencia Alma Fuerte Sixto II with its hexagonal shape.

Yes, you understood well, an hexagonal cigar.

In geometry the hexagonal shape is considered a perfect shape and regular hexagons can be joined to cover plane’s portions without leaving empty spaces. Not surprisingly bees build honeycomb cells of hexagonal shape.

But we are not bees and we do not even must build honeycomb, so which is the reason to produce an hexagonal cigar?

Hmmm, I don’t need to stack up them so I don’t know how to answer. But I can ask a question, how many can say they have smoked an hexagonal cigar? The answer? Few, just those who have smoked a Sixto II. COOL!

To be honest the truth is that it’s not really hexagonal, the shape is just outlined and almost not noticeable. Okay, okay, I was looking for something wrong… sorry.

I have widely talked about Plasencia Alma Fuerte’s genesis in the Nestor IV review. If you haven’t read it yet, it’s a wonderful opportunity to fill this gap also because I’m not going to tell you anything about it.

On pre-light this hexagonal giant releases notes of leather, manure, earth, Génépy and mint. I know it sounds odd but these are my perceptions and I have to admit I’m really eager to light it up.

No sooner said than done. I burn the foot of the Alma Fuerte Sixto II and take the first copious puffs.

The first sensation is that it’s a gentle giant, discreet with an intriguing double soul. One masculine and wild, full of leather and pepper, and the female one on sweet notes and spices.

Psssss… I’m whispering something: I really detect Génépy and mint!

While the pepper elegantly stimulates my nostrils the smoke becomes almost chewy, I also notice the first changes and the subtle work that Sixto II is doing on its aromatic structure.

The toasted note in the background is counterbalanced by the constant growth of a sweetness that taste of hazelnut and almond, later it will leave space for a milk creaminess.

A gentle light gar but with a strong and determined character, who does not kick the smoker and has, among other things, a perfect draw.

The spice component is simply fantastic, complex, balanced and it’s a pleasure keep the smoke in my mouth, especially huge puff, which allow me to savor for a long time what it has to give to me.

You do not have to be parsimonious with this cigar, free way to Godzilla’s draw!

The intensity grows steadily and the Sixto II structured on a noble wood core, alpine berries and a light bitter note that balances the sweetness.

I also notice a toasted note but the sensorial game is all about the contrast between sweetness and spices, a soft and elegant game, light perhaps but if you pay attention it’s really enjoyable.

Slowly it begins to turn toward coffee and caramel that will soon become dominant, while sweetness and spices fade. It’s a turnaround and this evolution surprises me thanks also to the fact that the smoke is increasingly intense, BOLD like the Americans would say.

Towards the end the Alma Fuerte Sixto II becomes slightly unbalanced with bitter notes that in some way annoy me, but it’s enough to lighten my puff and the balance that I appreciate so much is back.

It switch back and again becomes delicate, balanced and sweet.

Strangely the goodbye lies on strong notes of coffee and hazelnuts but with a really surprising sweetness, and the finish is looong.

Without doubt it’s an intriguing giant, but for the ticket that you have to pay perhaps Nestor Plasencia Jr. could produce a higher level product.

NICARAGUA | PLASENCIA Alma Fuerte Sixto II | 60 x 6 | BODY Medium to full
Manifattura: Plasencia Cigar Factory – Fascia: Nicaragua – Sottofascia: Nicaragua – Ripieno: Nicaragua

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