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Jim Morrison un giorno ha affermato: fai attenzione alle piccole cose, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi. Un inno alla quotidianità e a tutte le cose che giornalmente paiono insignificanti e che sfuggono alla nostra attenzione.

Verissimo. Guardando questo piccolo (si fa per dire) MBombay Classic Robusto e avendolo fumato il concetto si adatta alla perfezione. Mai giudicare un sigaro dalle dimensioni o dall’esteriorità, non sempre un Double Corona è meglio di uno Short Robusto, come in questo caso perchè malgrado il suo nome di uno short robusto si tratta.

La presenza estetica complice anche la gigantesca fascetta è, come tutti i prodotti della Bombay Tobak, a dir poco impressionante e la liscia e dorata foglia da fascia contribuisce notevolmente all’insieme.

Tu che sei un mio lettore saprai però che non amo molto i blend Connecticut, in effetti come una zitella acida non perdo occasione di gridarlo, ma questo MBombay Classic Robusto mi ha fatto ricredere. Non succede così spesso e in effetti, se penso al mio passato, solo pochissimi sigari Connecticut mi hanno davvero colpito.

Basta indugiare, ora vi racconto.

All’accensione questo nanetto di tabacco rilascia subito un’impressionante dolcezza, di caramella in effetti che lascia in bocca una sensazione quasi zuccherina da tanto è intensa. Vinta la tentazione di dargli un morso proseguo con le boccate e avverto una bella base su note di legno nobili e lievi spezie.

In retroinalazione un delicato pepe lo rende ancora più piacevole e dopo poco tempo dall’accensione ecco emergere la cremosità assieme a note tostate e agrumate. Una sorta di torta al limone ben cotta con la crosticina ancora fumante.

Buuuoooonnnnoooooooo. A dire il vero non si rivela un sigaro super complesso, ma super buono sì, eccome!

Ora è il momento di staccare la gigantesca fascetta, altrimenti me la fumo assieme al tabacco.

Aromi e sapori si armonizzano creando un’amalgama, una texture dolce/speziata che permane a lungo al palato e il fumo diventa quasi masticabile. Amo i sigari così, di quelli che non solo sorprendono e scardinano le mie convinzioni ma che generano anche un godimento di livello superiore.

L’assoluto godimento non è però indissolubilmente legato al gioco sensoriale, lo è anche grazie alla sua straordinaria piacevolezza zuccherina che lo fa amare a prescindere. Come una carezza femminile, alzi la mano chi non ne resterebbe piacevolmente colpito. Non vedo mani alzate.

Mi avvicino alla metà del sigaro e si aggiunge una nota caramellata, mentre l’intensità di questo Classic Robusto raggiunge il suo apice massimo. Un traguardo che questo sigaro cercava di raggiungere fin dalla sua accensione.

Il pepe a questo punto si enfatizza decisamente e il fumo porta con sè note di pistacchi e cannella. Non è in realtà realmente cambiato rispetto agli inizi, la crescente intensità aromatica è il gioco principale del sigaro ed è un gioco piacevole che cattura l’attenzione, diverte e appaga.

Possiede comunque altre indubbie qualità, come la rotondità in fumata, l’armonia e il bilanciamento che lo rendono davvero un sigaro degno di essere ricordato.

La cremosità che mi aveva tanto colpito comincia ora a sfumare lasciando il palcoscenico alle spezie, alle note di legno e a una componente tostata che permarrà fino alla fine della fumata.

In chiusura a tutto ciò si aggiunge una punta di liquirizia buonissima ma è la lunga permanenza della componente pepe in bocca che davvero mi impressiona. Spettacolo! E per dirlo io…

Jim Morrison said: pay attention to the small things, because one day you will turn back and understand how great they were. A hymn to everyday life and to all things that every day seem to be insignificant and escape from our attention.

True. Looking at this little (not really) MBombay Classic Robusto and having smoked it also, what Morrison said fits perfectly. Never judge a cigar by size or by aesthetic, not always a Double Corona is better than a Short Robust, as in this case because despite it’s name it’s a short robusto.

The aesthetic presence including the giant band is, like all Bombay Tobak’s products, at least impressive and the velvety golden wrapper leaf greatly contributes to the set.

Like my reader you should know though that I do not love so much the Connecticut blend, in fact I shout it all the time like an acid spinster, but this MBombay Classic made me rethink about it. It does not happen so often and in fact, thinking of my past, just few Connecticut cigars have really impressed me.

That’s enough! Time to tell you the story.

I clip and light up. This tobacco gnome immediately release an impressive candy sweetness which in fact leaves an intense sugary sensation. Damn, I’ve the temptation to bite this cigar but instead I go on with puffs and get a nice base of noble wood notes and mild spices.

On retrohale a gentle pepper add a nice and pleasurable touch, after a short time the creaminess emerge along with toasted and citrus notes. A kind of lemon cake well cooked with the still crumbling crust.

Soooooooo Gooooood. To be honest it’s not a super complex cigar, but it’s super good for sure!

Now is the right time to get off the huge band, if not I’ll smoke it together with tobaccos.

Flavors harmonize creating an amalgam, a sweet / spicy texture that lasts long on the palate and the smoke becomes almost chewable. I love this kind of cigars, who are able to surprise me and destroy my beliefs, but also generate a higher level enjoyment.

However the absolute enjoyment is not indissolubly linked to the sensorial play, it is also connected to its extraordinary sugary pleasure in which you surely fell in love anyway. Like a female caress and who would not be pleasantly impressed can raise their hand. I don’t see many hands raised.

I reach the middle point of the cigar and get a caramel note, while the body of this Classic Robusto reaches its peak. A goal that this cigar was trying to reach from the beginning.

The pepper at this point skyrocketed definitely and the smoke brings with it pistachio and cinnamon notes. It’s not really changed from the beginning, its increase of flavors is the main game of the cigar and it’s a nice game that catches my attention, funny and fulfilling.

However it has other undoubted qualities, such the roundness of the smoke, the harmony and balance that really make this cigar worthy of being remembered.

The creaminess that impressed me so much now begins to fade, leaving free space for spices, wood notes and a toasted component that will last till the end of the smoke.

The Mbombay Classic Robusto close the game adding a bit of delicious liquorice but it’s the long lasting pepper component in the mouth that really impresses me. That’s the show! And if I’m saying it…

 

Costa Rica

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