MA CHI è COSTUI?

Per scoprire la genesi di questa nuova linea leggete la descrizione presente nella recensione del Flathead V660.

NICARAGUA | CAO FLATHEAD V554 Camshaft | 54 RG x 5.5″ | EURO 7,00

By Scandinavian Tobacco

Manifattura STG Estelí

Fascia Connecticut Broadleaf

Sottofascia Ecuador Connecticut

Ripieno Nicaragua Ligero e Piloto Cubano Ligero

Body Medium Full

Conservazione 69% U.R.

Sigari fumati 2

Mmmmmmmm mmmmmmmm, so good!

Una foto pubblicata da Andrea Zambiasi (@zambiasiandrea) in data:

LA FUMATA

Non me ne sono mai reso conto ma a forza di passare serate dopo serate assieme al mio buon amico Giuseppe, fumando sigari, siamo saliti di livello senza neanche accorgercene. Come in un ipotetico gioco di ruolo siamo passati dal livello base a… quello di esperti.

Ridete, ridete pure ma da oggi, grazie a noi due, le note sensoriali finora conosciute aumentano con la scoperta della… della nota di “tetta di mucca”. E il mondo dei sigari non sarà più lo stesso, aggiungo io. Vedo il sarcasmo pervadere i vostri volti. Percepisco i vostri pensieri irriverenti e anche un po’ stizziti come … ecco che arrivano stì due a cambiare le cose, arrivano gli espertoni di turno… mobbasta!

Niente di più lontano dal vero, io e Giuseppe siamo dei veri esperti in materia. Sulla tetta di mucca ne sappiamo più di tutti voi dato che, entrambi, abbiamo avuto esperienze contadine (pseudo contadine nel mio caso) di lungo corso, e tenete presente che noi due assieme totalizziamo una quantità di anni tale da far invidia anche alle più vecchie sequoie Americane.

Per noi termini come stallatico, pelle, latte, note animali non sono solo parole, sono ricordi e sensazioni ancora vivide ma ora, ora ci siamo resi conto che ne esiste un’altra che racchiude in sè molte di loro, quella della “tetta di mucca” appunto e il sigaro CAO Flathead 554 ne è sorprendentemente pregno.

Ma torniamo un attimino indietro al primo approccio fisico con il sigaro. Esteriormente è pazzescamente bello, sia per la perfetta foggia “trunk-pressed” che per la straordinaria fascia scura, oleosissima, perfetta e senza venature. Mai visto nulla di simile…

A crudo snocciola subito opulente note di stallatico, di pelle, di terra, di cacao, di spezie dolci e frutta secca come i fichi. Un sigaro indubbiamente impressionante al naso ma lo è ancora di più una volta acceso. Quello che a crudo si era già evidenziato ora lo è ancora di più, terra, pelle, latte che catturano la nostra attenzione e in noi, naturalmente, riscopriamo odori e sapori sopiti della nostra infanzia come la…tetta di mucca appunto! A corredo spezie dolci e frutta secca e in sottofondo una sfumatura tostata che accompagna questa prima parte della fumata.

La partenza di questo sigaro non ha mezzi termini, non ha preamboli, va subito al sodo e lo fa con una tonicità al di sopra della media, maschio e deciso, con pepe potente in retroinalazione adagiato su un sottofondo terroso.

L’unicità di questa fumata si fa ben presto notare anche per l’ingresso di qualcosa che ricorda il marzapane, mentre il fumo si fa sempre più denso, fruttato e cremoso al palato. Le spezie diventano più esotiche con note come il cardamomo, e la sua espressività diviene decisamente complessa nel suo insieme sebbene non facilmente definibile nelle singole componenti.

La tonicità iniziale comincia a sfumare, ammorbidendosi, ma al contempo amplia la sua dolcezza ad un livello davvero notevole. Il contrasto dolce/tostato è forse la componente che più di altre si fa riconoscere, dominando il resto, ma a voler ben vedere intravedo note di nocciola (che percepisco crescere) e miele, miele di castagno che unendosi alla dolcezza di frutta secca regala una goduria “mortale” per un diabetico. Fortunatamente non lo sono o almeno credo, ma del resto non controllo nemmeno il colesterolo! Lasciamo perdere…

Al momento lo trovo armonico e mai scomposto, un tutt’uno ben amalgamato, dove la complessità si stempera nella piacevolezza globale che cattura il grosso delle attenzioni. Un sigaro che non va letto nel tentativo di decifrare le note aromatiche, sarebbe un errore grossolano, o la complessità ma è da degustare, da assaporare semplicemente per quello che è, e vi assicuro non è roba di poco conto.

Le note di nocciola e tostate crescono implacabili ed arriva un sentore di pane che varia l’insieme conosciuto. Il sottofondo tostato a dire il vero diviene quasi caramellato ed il fumo comincia a rivestire il palato ad ogni boccata lasciando sensazioni che permangono latenti a lungo. In questa fase percepisco tanta roba, dai classici ma ricchi terra e legno a melassa/miele, cioccolato fondente, su una base speziata e al caffè notevole ma scopro anche il suo lato oscuro.

Si rivela difficile in fumata, va capito e dosato nelle boccate altrimenti il fondo speziato decolla stonando sul resto e rovinando quella che è la sua dote migliore, la piacevolezza globale della fumata. Se controllato vi succederà come a me e Giuseppe che guardandoci negli occhi abbiamo esclamato: “è proprio buono cazzo!”.

Ora al caramello si aggiunge liquirizia ed un giusto tocco di acidità di fondo che amplia la percezione sensoriale, accompagnandomi gentilmente verso un finale all’insegna della dolcezza tostata, del pane, del cioccolato fondente e della menta. Un finale che classificare come corposo non rende giustizia, un finale entusiasmante a cui manca solamente la parola per quanto risulta espressivo.

IL VERDETTO – ECCELLENTE (EXCELLENT)

excellentbest-buy-256Non serve aggiungere altro!

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