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INTRODUZIONE

Questo sigaro ha una storia interessante alle spalle: l’attore Andy Garcia (appassionato di sigari e amico di Carlito Fuente) nel 2005 ha girato il film “The Lost City” al fianco di Dustin Hoffman e una parte di questo film è stato girato proprio nella manifattura Chateau De La Fuente della famiglia Fuente.

Le riprese però avvennero in piena estate, subito dopo i raccolti di tabacco, così Fuente ha piantato un nuovo campo di tabacco per ottimizzare le riprese nella manifattura. A film ultimato quel tabacco, cresciuto in pieno sole, è stato raccolto e fatto invecchiare 5 anni ed utilizzato per questa linea speciale denominata “OpusX Lost City”.

Una parte dei proventi di questo sigaro vengono inviati alla Fondazione no-profit, che la famiglia Fuente mantiene per aiutare la popolazione disagiata della Repubblica Dominicana.

PRE-ACCENSIONE

La fascia appare impeccabile: uniforme, liscia e setosa, priva di rugosità o venature in rilievo tanto che è quasi impossibile rilevare dove siano le cuciture della foglia di fascia. La chiusura della testa a codino di maiale lo rende poi elegantissimo.

A crudo sprigiona note molto speziate al piede, mentre l’intera fascia profuma di legno e fieno, forse vagamente mielosa… nell’insieme mi ricorda un pò il profumo della cannella.

PRIMO TERZO

La fumata parte molto pepata alla gola e in retroinalazione. Ben marcati aromi di cuoio e legno mentre in sottofondo percepisco quella nota di cannella avvertito a crudo.

SECONDO TERZO

La forza schizza alle stelle, ben più elevata della linea standard degli OpusX. Gli aromi di legno e cuoio restano la costante di questa fumata, ma la cannella ora prende piede e pian piano rende la fumata meno pungente e quasi cremosa, vagamente nocciolosa.

Può essere che questa sera io abbia alzato un po’ troppo il gomito, accompagnando la fumata, ma qualche puffata a me ha ricordato anche un pò di liquirizia. A pensarci bene questo sigaro mi fa tornare alla mente qualcosa riconducibile al La Palina – El Diario – Kill Bill II (ma che trovo essere due spanne sopra … fors’anche tre).

ULTIMO TERZO

Un aroma complessivamente tostato la fa da padrone ma ora la cannella è dominante, quasi zuccherina, e la retroinalazione risulta pepata ma mai fastidiosa. Lo definirei un sigaro con un aroma speziato e al contempo dolciastro, difficile da descrivere realmente.

CONCLUSIONI

La combustione è stata quasi perfetta, necessitando di tanto in tanto di piccole correzioni sulla fascia, che presentava qualche ondulatura, mentre il tiraggio era perfetto con una cenere grigio scura che cedeva se mantenuta troppo lunga (un mozzicone spatasciato sul piano d’appoggio).

Aromaticamente questo LostCity è stato un pò deludente e la sua peposità mi è parsa forse eccessiva. Lo definirei quasi sbilanciato per la sua forza e peposità eccessive e di certo gli preferisco la linea classica di OpusX, che fra l’altro trovo vincente nel rapporto Qualità/Prezzo.

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IL VERDETTO - DEBOLE (UNDERDOG)
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Arturo Fuente Opus X Lost City Lancero
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